Chiesto incontro urgente

Partinico, sindacati contro consorzio «Sistema irriguo al collasso»

Emergenza irrigua nel comprensorio nel comprensorio di Partinico, i sindacati lanciano l’allarme: «Sistema al collasso, servono interventi immediati». È questo il contenuto della richiesta urgente inviata al Consorzio di Bonifica Sicilia Occidentale dalle organizzazioni sindacali Alpaa Cgil regionale e provinciale, dalla Camera del Lavoro Cgil di Partinico e dalla Flai Cgil Palermo, insieme a una delegazione di agricoltori del territorio. Una presa di posizione forte che punta i riflettori sulle gravi criticità che stanno mettendo in ginocchio il comparto agricolo dell’area jatina.

Nel documento, indirizzato al commissario straordinario e al direttore generale del Consorzio di Bonifica Sicilia Occidentale (ente che gestisce le risorse idriche delle dighe per l’agricoltura), oltre che al sindaco di Partinico Pietro Rao e all’assessore regionale all’Agricoltura, le sigle sindacali chiedono un incontro urgente con le istituzioni per affrontare una situazione definita «non più sostenibile». La richiesta nasce da un confronto avvenuto presso la Camera del Lavoro Cgil di Partinico, promosso dal segretario Tanino La Corte, alla presenza del presidente regionale Alpaa Cgil Franco Colletti, del responsabile provinciale Roberto Belfiore e di numerosi agricoltori del comprensorio.

Al centro della protesta vi è innanzitutto la persistente emergenza legata alla gestione delle risorse idriche, aggravata – denunciano i sindacati – da inefficienze strutturali e da un utilizzo non efficace delle acque disponibili, nonostante i livelli elevati dell’invaso Poma. Una contraddizione che alimenta rabbia e preoccupazione tra gli operatori agricoli, costretti ancora una volta a fare i conti con l’incertezza sulla disponibilità d’acqua per le colture. Nel documento vengono inoltre evidenziate le condizioni di estrema criticità delle infrastrutture irrigue, in particolare dei canali Cicala, Spadafora e Badia, ritenuti ormai bisognosi di manutenzione e ammodernamento. Tra i punti contestati anche il blocco del progetto relativo al primo lotto della contrada Maggi, finanziato da anni ma mai avviato, simbolo – secondo i firmatari – di ritardi burocratici e immobilismo amministrativo.

Le organizzazioni sindacali mettono in guardia anche dalle possibili conseguenze economiche e sociali della crisi irrigua. «Esiste un concreto rischio di perdita delle produzioni agricole e di abbandono delle attività da parte di numerosi operatori del settore», si legge nella nota, che sottolinea come il problema non riguardi soltanto il reddito degli agricoltori ma abbia ripercussioni dirette sull’occupazione e sull’intero tessuto economico del territorio. Da qui la richiesta di un confronto operativo immediato con il Consorzio di Bonifica e con la Regione Siciliana per individuare soluzioni concrete. Tra le priorità indicate figurano il ripristino dell’efficienza della rete irrigua, una gestione tempestiva ed efficace della distribuzione idrica, lo sblocco degli interventi già finanziati e una programmazione condivisa per il rilancio dell’agricoltura nel comprensorio dello Jato.

Il documento porta le firme di Franco Colletti per Alpaa Cgil Presidenza regionale, Roberto Belfiore per Alpaa Cgil struttura provinciale, Tanino La Corte per la Camera del Lavoro Cgil Partinico ed Enza Pisa per la Flai Cgil Palermo. Ieri, intanto, era arrivata una notizia positiva proprio sul fronte dell’emergenza idrica del territorio. Durante un incontro all’assessorato regionale all’Agricoltura, la I commissione consiliare di Partinico aveva annunciato l’assegnazione di 7,2 milioni di metri cubi d’acqua destinati all’agricoltura di Partinico e del comprensorio dello Jato. Un incremento significativo rispetto agli anni precedenti, accompagnato dall’impegno del Consorzio di Bonifica a pubblicare un calendario delle turnazioni irrigue e ad avviare nuovi interventi infrastrutturali, tra cui lavori sui lotti della rete irrigua e investimenti da 1,5 milioni di euro per un nuovo magazzino logistico destinato alla manutenzione dei canali. Una boccata d’ossigeno per il comparto agricolo, che però adesso chiede tempi certi e opere concrete per evitare che l’emergenza torni a ripetersi.