A prendersi cura di Villa Borsellino a Partinico, oggi, sembrano essere sempre gli stessi e arriva la tirata di orecchie ai consiglieri comunali. Mentre i volontari continuano a ripulire vialetti, sistemare aiuole e restituire decoro a uno dei luoghi simbolo di Partinico, dai consiglieri comunali – denunciano gli stessi volontari – non sarebbe ancora arrivato nemmeno un segnale di presenza. Nessuna visita, nessun incoraggiamento, nessun gesto concreto. E così, tra scope, guanti e sacrifici quotidiani, cresce anche un pizzico di amarezza. Eppure l’impegno non si ferma. Anche in queste ore i volontari sono tornati nella villa per continuare il lavoro iniziato mesi fa e culminato con la riapertura ufficiale dello spazio lo scorso 18 aprile. Da allora Villa Borsellino è tornata ad essere un luogo vivo, frequentato da famiglie, anziani e bambini, dopo anni di degrado e abbandono. Un risultato raggiunto grazie all’impegno dell’Unac, dell’Unione nazionale arma carabinieri-Odv e Protezione civile, insieme a tanti cittadini che hanno deciso di rimboccarsi le maniche.

La sede dell’Unac all’interno di villa Borsellino
«Ogni vialetto pulito e ogni aiuola sistemata sono un regalo che facciamo a noi stessi e a tutta la comunità», spiegano i volontari, che continuano a lavorare quasi ogni giorno per mantenere decorosa la villa intitolata al giudice Paolo Borsellino. Un’attività fatta di piccoli gesti concreti: raccogliere rifiuti, tagliare erbacce, piantare fiori e prendersi cura degli spazi comuni. Azioni semplici ma importanti, che hanno restituito dignità a un luogo simbolico per la città. Accanto alla soddisfazione per il lavoro svolto, però, emerge anche la delusione. I volontari sottolineano infatti di sentirsi spesso soli in questo percorso. «Noi continuiamo a pulire, a piantare e a sognare una villa sempre più bella, perché crediamo che i fatti contino più delle parole», spiegano. Ma aggiungono anche che una presenza da parte delle istituzioni sarebbe importante, non tanto come riconoscimento personale, quanto come attenzione verso il bene comune e verso chi dedica gratuitamente tempo ed energie alla collettività.
Il messaggio, comunque, resta aperto e senza polemiche aggressive. Anzi, l’invito rivolto ai consiglieri comunali e ai cittadini è quasi ironico ma significativo: «Venite a trovarci? Il caffè lo offriamo noi, ma per la scopa c’è sempre posto». Una frase che racchiude lo spirito di chi continua a credere che la partecipazione sia il modo migliore per cambiare davvero le cose.


