La rissa e i maranza a tutta velocità nel centro storico di Partinico diventa un caso cda conflitto istituzionale. «Io non faccio politica, io faccio il tecnico. Essere tirato in ballo a me sta dando fastidio. Qua parliamo di un problema politico, non tecnico». È un fiume in piena Gino Ales, comandante della polizia municipale di Partinico. La sua è una reazione durissima che sposta immediatamente l’asse dello scontro istituzionale e trasforma una polemica sulla viabilità in un vero e proprio terremoto interno al Comune. Il giorno dopo la pesante denuncia pubblica del consigliere comunale Giovanni Pantaleo, che aveva dipinto una piazza Duomo fuori controllo, ostaggio di risse e “maranza” sfreccianti a tutta velocità nell’appena istituita isola pedonale, il capo dei caschi bianchi rompe il silenzio. «Si mettono in mezzo e si mischiano tante cose – esordisce Ales, non facendo mai riferimenti diretti -. Hanno messo in mezzo la videosorveglianza, le multe, quante fatte, quante non fatte. Veramente, sta diventando un gioco al massacro».

La segnaletica dell’isola pedonale coperta a Partinico
Il comandante Ales non ha alcuna intenzione di fare da capro espiatorio in una guerra politica che non gli appartiene. Secondo lui i temi della sicurezza e dei controlli sul territorio sono solo un pretesto per colpire i vertici del palazzo. «Siccome bisogna attaccare il sindaco e questa amministrazione, usiamo qualunque mezzo, anche i vigili urbani», denuncia con amarezza Ales, dicendosi profondamente contrariato dal fatto che ogni singolo evento venga strumentalizzato. Il comandante è categorico anche nel respingere la ricostruzione secondo cui una pattuglia avrebbe assistito inerte alle corse folli in centro, come aveva invece sostenuto ieri Pantaleo. «La pattuglia non ha mai visto macchine sgommare. Io ho chiesto agli agenti, la pattuglia non ha mai visto macchine sgommare. Dopodiché la pattuglia era lì di passaggio perché aveva un altro servizio assegnato», precisa il capo dei vigili.
Dietro l’apparente anarchia del fine settimana, con tanto di rissa segnalata a Partinico, Ales scoperchia un incredibile pasticcio burocratico interno agli uffici comunali, cosa che ha determinato la partenza dell’isola pedonale senza alcun valore legale (l’ordinanza non è stata pubblicata, ndr), impedendo ai suoi uomini di elevare sanzioni. «Giorno 31 doveva essere pubblicata l’ordinanza – rivela il comandante nel ricostruire i fatti -. Per un errore, l’ordinanza non è stata pubblicata. Io già avevo tutte le segnaletiche pronte, lo scorso 1 giugno doveva diventare esecutiva l’ordinanza. Quando io mi rendo conto che non è pubblicata l’ordinanza, mi fermo. Nessuno dei vigili scende in piazza a fare verbali o chiusure di Ztl. Perché mancando l’ordinanza non c’è esecutività».
Ales spiega poi che, a causa della totale mancanza di operai comunali nei giorni festivi successivi dell’1 e del 2 giugno, non è stato possibile coprire tempestivamente i cartelli oramai installati, in cui si istituiva l’isola pedonale, un adempimento completato solo in un secondo momento: «Ieri mattina mi sono premurato a far oscurare i segnali. Il mio ruolo finisce là». Lo sfogo del capo della municipale si sposta poi sulla gestione dei turni e degli orari. «Noi facciamo due turni, dalle 8-14 e dalle 14-20 – chiarisce -. Consiglieri e amministratori lo sanno». Non si tratta di una questione economica, poiché, come sottolinea Ales, il corpo a Partinico non è strutturato per coprire i quattro turni continuativi, se non su attivazione d’emergenza tramite il 112 per gravi incidenti.


