A Cinisi e Terrasini la memoria si è trasformata in consapevolezza, il racconto è diventato strumento di cittadinanza attiva e le voci dei più giovani si sono fatto portatrici di un messaggio contro la mafia, senza se e senza ma. Tutto questo significa “Voci contro le mafie”, un percorso educativo promosso da Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato e realizzato con la partecipazione dell’istituto comprensivo statale di Cinisi e dell’istituto comprensivo Giovanni XXIII di Terrasini. L’iniziativa di presentazione della conclusione del progetto, che si è tenuta a Casa memoria a Cinisi, ha rappresentato il momento finale di un intenso lavoro di ricerca, studio e approfondimento che ha coinvolto gli alunni in un percorso dedicato alla conoscenza di alcune tra le più significative storie di ferma lotta alla criminalità organizzata in Sicilia. Il risultato concreto del laboratorio è stato la realizzazione di un podcast articolato in più episodi, attraverso il quale i ragazzi hanno rielaborato le testimonianze raccolte e le conoscenze acquisite durante il progetto.
Sono state ascoltate le narrazioni realizzate dai ragazzi, che hanno restituito con sensibilità e maturità le vicende di donne e uomini che hanno scelto di opporsi alla mafia, spesso pagando con la vita il proprio coraggio. Un lavoro che ha saputo coniugare memoria storica e linguaggi contemporanei, avvicinando le nuove generazioni a temi fondamentali per la costruzione di una cultura della legalità. Tra gli ospiti dell’evento erano presenti Luisa Impastato, nipote del militante di sinistra Peppino Impastato ucciso dalla mafia, e Alfredo Chiodi, nipote dell’imprenditore Libero Grassi che pagò con la vita il fatto di non essersi piegato alle richieste del racket. La loro partecipazione ha conferito ulteriore valore all’iniziativa, offrendo ai giovani l’opportunità di confrontarsi direttamente con chi custodisce e tramanda una memoria familiare e collettiva di straordinaria importanza.
Nel corso del progetto, guidato dagli operatori di Casa Memoria, gli studenti hanno approfondito alcune delle pagine più significative della storia dell’antimafia civile. Particolare attenzione è stata dedicata proprio alla figura di Libero Grassi. Un altro importante capitolo del percorso ha riguardato la storia di Graziella Campagna, la diciassettenne di Saponara uccisa nel 1985 dopo aver trovato casualmente, nel luogo in cui lavorava, un documento che avrebbe potuto compromettere alcuni latitanti mafiosi. A raccontarne la memoria sono stati i fratelli Pasquale e Pietro Campagna, che da anni portano avanti una preziosa attività di testimonianza nelle scuole e nei luoghi della formazione. Gli studenti hanno inoltre approfondito la figura di don Pino Puglisi, il sacerdote del quartiere Brancaccio di Palermo assassinato da Cosa Nostra nel 1993 per il suo instancabile impegno educativo e sociale. Attraverso il suo lavoro con i giovani e le famiglie più fragili, don Puglisi rappresenta ancora oggi uno dei più alti esempi di contrasto culturale e umano alla criminalità organizzata. Spazio anche alla memoria della strage di Capaci, l’attentato in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la magistrata Francesca Morvillo e gli agenti della scorta. Un tema affrontato attraverso il confronto con testimoni e custodi della memoria storica del territorio, con l’obiettivo di comprendere il significato di quegli eventi per la storia contemporanea del Paese.
Grande soddisfazione è stata espressa dagli organizzatori per il percorso svolto e per l’impegno dimostrato dagli studenti, capaci di affrontare temi complessi con attenzione, sensibilità e spirito critico. Un ringraziamento particolare è stato rivolto allo staff di Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, che ha curato tutte le fasi del progetto, all’Otto per Mille della Chiesa Valdese che ne ha sostenuto la realizzazione, al Cine Alba di Cinisi, ai testimoni che hanno condiviso le proprie esperienze e alle scuole coinvolte, che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa.
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