L’incendio di via cellini

Borgetto attonita per la morte del forestale «Sorrideva sempre e…»

È una Borgetto avvolta dal dolore e dal silenzio quella che si è svegliata questa domenica, all’indomani della tragica morte dell’ operaio forestale Alfonso Musso. Amici, conoscenti, ex compagni lo ricordano tutti per quel sorriso sempre stampato in viso e per il grande amore che lo legava alla famiglia, alla moglie Franca e ai suoi due figli. L’instancabile Alfonso, come lo definiva chi lo conosceva da sempre: quando non era in servizio aveva sempre qualcosa da fare. Si dedicava soprattutto ai lavori manuali, ci sapeva fare con cemento e cazzuola in mano, si dilettava anche da provetto idraulico ed elettricista. «Non potevo crederci – è una delle tante frasi apparse su face book stamattina -. Alfonso era una bravissima e fantastica persona». «Fai buon viaggio, caro Alfonso – scrive un altro suo conoscente -. Mi dispiace tantissimo. Io non ho parole».

Il suo ricordo è anche nel proprietario del bar che la vittima frequentava quasi giornalmente: «Una persona fantastica – dice -, era cliente mio quando avevo il bar a Borgetto. Mai una parola fuori posto e sempre gentile e sorridente». L’ex compagna di scuola delle elementari aggiunge: «Una bravissima persona, sempre con il sorriso nelle labbra e sempre con il saluto pronto». La tragedia si è consumata ieri nel pomeriggio a Borgetto. Musso, 61 anni, era impegnato nelle operazioni di spegnimento di un incendio divampato in via Benvenuto Cellini. Il rogo, partito da alcune sterpaglie, rischiava di propagarsi rapidamente e minacciava di raggiungere alcune abitazioni della zona. Per questo motivo sul posto erano intervenute le squadre di emergenza. In particolare, gli operai del distaccamento forestale di Borgetto stavano operando a supporto dei vigili del fuoco del distaccamento di Partinico per contenere le fiamme e mettere in sicurezza l’area.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, ancora al vaglio dei carabinieri, Musso si sarebbe improvvisamente accasciato durante le operazioni di spegnimento. Tra le ipotesi, al momento al centro delle indagini, vi è quella di un malore provocato dalle esalazioni dei fumi sprigionati dall’incendio, anche se non si esclude che il decesso possa essere stato causato da un improvviso problema di salute. Immediato l’intervento dei sanitari del 118, che hanno soccorso il sessantunenne e lo hanno trasportato d’urgenza all’ospedale Civico di Partinico. Nonostante i tentativi dei medici, per Alfonso Musso non c’è stato nulla da fare. L’operaio forestale è morto poco dopo il suo arrivo al nosocomio.

La Procura ha disposto il sequestro della salma per consentire lo svolgimento dell’autopsia. L’esame autoptico dovrà chiarire con esattezza le cause del decesso e stabilire se la morte sia stata provocata dall’inalazione dei fumi dell’incendio oppure da un malore sopraggiunto durante l’intervento.

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