Diversi avvistamenti

Partinico, è allarme cinghiali «Rischiamo aggressioni» (VIDEO)

La presenza sempre più massiccia di cinghiali nelle campagne tra Partinico, Balestrate e Trappeto sta diventando una vera emergenza. Dopo i primi avvistamenti e qualche danneggiamento di appezzamenti di terreno, adesso si registrano anche i primi attacchi, per il momento solo ad animali. È successo la notte scorsa, con un meticcio azzannato da una famiglia di cinghiali e gravemente ferito nella zona di contrada Tobia, al confine tra Partinico e Balestrate. Già numerose le segnalazioni avanzate ai comandi di polizia municipale. A lanciare l’allarme un imprenditore agricolo della zona, Antonino Novena, titolare di un’azienda di vendita a km 0 dei prodotti della terra.

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Da oltre un mese raccoglie segnalazioni, effettua sopralluoghi e contatta le istituzioni per richiamare l’attenzione su un fenomeno che, a suo dire, non rappresenta soltanto una minaccia per le coltivazioni agricole, ma anche per la sicurezza dei cittadini e degli automobilisti. Le aree interessate, sulla base delle segnalazioni, comprendono numerose contrade, tra cui Fico, Palmeri, Calatubo, Tobia, Velez, Passarello, Giudeo e la zona del santuario della Madonna del ponte. Proprio lungo la strada provinciale 63 bis, che collega diversi territori rurali e corre parallela all’autostrada A29, la situazione viene ritenuta particolarmente delicata. «I problemi legati ai cinghiali non riguardano soltanto i danni alle aziende agricole – spiega Novena -. C’è il rischio di incidenti stradali, di aggressioni agli animali domestici e, nei casi più estremi, anche alle persone. Immaginate di trovarvi un cinghiale in mezzo alla carreggiata mentre percorrete l’autostrada».

Secondo l’imprenditore, il fenomeno sarebbe stato sottovalutato per anni. «La presenza dei cinghiali esiste da tempo, ma oggi è diventata molto più evidente. Gli animali si stanno avvicinando alle abitazioni e alle aree coltivate perché nell’entroterra, tra incendi e siccità, stanno venendo meno le condizioni naturali che garantivano loro acqua e cibo». Novena racconta di aver inviato segnalazioni ai Comuni di Partinico e Balestrate, alle rispettive polizie municipali e ad altri enti competenti. In alcuni casi sono già stati effettuati sopralluoghi con agenti della polizia municipale e con selecontrollori (cacciatori inseriti in uno specifico albo) autorizzati dalla Regione. «Non è più un problema che può essere affrontato con uno o due selettori – sostiene l’imprenditore -. Servirebbe un’azione coordinata tra i Comuni e gli enti competenti. Dalle segnalazioni raccolte ritengo che nell’area compresa tra il santuario della Madonna del ponte e il Castello di Calatubo possano esserci tra i 100 e i 150 esemplari».

Particolare preoccupazione desta la vicinanza degli animali all’autostrada: «La presenza di una semplice rete metallica tra la vegetazione e l’A29 non può farci stare tranquilli. Se un cinghiale dovesse attraversare la carreggiata, le conseguenze potrebbero essere gravissime». L’imprenditore sottolinea inoltre il rischio economico per un territorio che ospita numerose attività agricole, agriturismi e strutture ricettive: «Qui esiste un tessuto produttivo importante. Non parliamo di campagne abbandonate, ma di aziende che producono eccellenze agricole. Quando vengono danneggiate le coltivazioni non subisce un danno soltanto il singolo imprenditore, ma intere famiglie che vivono di quel lavoro». Novena invita infine i cittadini a collaborare segnalando ogni avvistamento alle polizie municipali dei territori interessati e alla guardia forestale. «La gente spesso non sa a chi rivolgersi oppure tende a sottovalutare il problema. Invece bisogna segnalare e insistere. Le istituzioni devono prendere seriamente questa emergenza prima che la situazione diventi ancora più difficile da gestire». Con l’estate ormai alle porte e l’aumento della presenza di residenti e turisti nelle campagne e lungo le strade del comprensorio, la richiesta degli agricoltori è chiara: intervenire rapidamente per contenere una popolazione di cinghiali che continua ad espandersi e che, secondo chi vive e lavora sul territorio ogni giorno, non può più essere ignorata.

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