Tensioni tra commercianti e vigili

Partinico, è scontro sulla movida, Alessi “perseguitato”, ma Ales “ecco i veri dati…”

È davvero possibile far rinascere un centro storico da poco riaperto e restituito alla cittadinanza se, al primo accenno di vitalità, la movida viene sistematicamente uccisa sul nascere? È questo l’interrogativo bruciante che attraversa le strade di Partinico, accendendo un dibattito feroce tra chi chiede respiro per il commercio e chi pretende il rispetto rigoroso dell’ordine pubblico. Il recente blitz della Polizia Municipale, dello scorso 05 giugno, che ha colpito il pub “Morrison” sito nella centralissima piazzetta “Danilo Dolci”, ha trasformato il centro storico nel teatro di uno scontro aperto, un palcoscenico dove si incrociano le accuse di chi rischia i propri risparmi per fare impresa e le ragioni di chi è chiamato a far rispettare le regole. Una bufera che fa eco a una cittadinanza spaccata in due, stanca di un’eterna contraddizione: a Partinico ci si lamenta se c’è rumore e vitalità, ma ci si dispera per il “deserto” se le strade rimangono vuote. Un paradosso che sta logorando i gestori dei locali, stretti in una morsa di insoddisfazione collettiva.

“Esprimo il mio profondo rammarico e un forte senso di disagio per quanto accaduto — esordisce Michele Alessi, titolare del pub ‘Morrison’ —. Si parla sui giornali di un ‘pugno duro’ generalizzato contro la movida, ma la realtà è che questo rigore nei fatti non si riscontra altrove: è un provvedimento che ha colpito solo ed esclusivamente il mio locale. Oltre alle sanzioni su suolo pubblico ed emissioni sonore, ci sono state mosse contestazioni fin troppo pignole, persino sulla conformità dei tendaggi esterni e su altri dettagli burocratici millimetrici. La cosa più grave – continua Alessi – è che sia stata eccepita la mancanza di un’uscita di sicurezza. Se questo deve essere il reale metro di giudizio, l’Amministrazione dovrebbe applicarlo a tutti: se devo chiudere io, allora devono chiudere tutti i locali della piazza e del corso, perché per la natura storica degli immobili nessuno ha una via d’uscita alternativa alla porta principale. Lavoriamo in un contesto di forte crisi – sottolinea, con la voce rotta dall’emozione Michele Alessi – e, invece di essere sostenuti, veniamo penalizzati da scelte dell’amministrazione — come la gestione della Ztl — che hanno rallentato e messo in ginocchio il commercio nel centro storico. A luglio festaggeremo un anno dall’apertura: dodici mesi in cui ho investito risparmi e salute, ma in cui mi sono sentito costantemente perseguitato. Porterò avanti la mia attività a testa alta, ma chiedo che ci sia rispetto per chi rischia in proprio per non far morire questa città.”

La risposta del comando di Polizia Municipale è netta e poggia sui dati ufficiali dell’operazione, che il comandante, il Maggiore Gino Ales, illustra in prima persona, in una lunga intervista alla nostra testata: “La nostra attività di vigilanza e controllo del territorio, finalizzata al contrasto dei fenomeni di degrado urbano, al rispetto della quiete pubblica e alla tutela della sicurezza nelle aree della movida, non è affatto un’azione isolata o mirata contro un singolo locale. Nel periodo recente – ribatte Ales – abbiamo controllato tre esercizi commerciali, elevando tre sanzioni per occupazione abusiva del suolo pubblico e due per violazione dei limiti sonori e orari. Non c’è alcun accanimento: ci muoviamo lungo una doppia direttrice che unisce la prevenzione dei comportamenti illeciti alla repressione delle violazioni. Interveniamo sui dehors, sui tavoli e sulle sedie perché gli ampliamenti abusivi ostacolano la viabilità pedonale e, soprattutto, l’accesso ai mezzi di soccorso. Nonostante le difficoltà legate alla carenza di organico nelle fasce serali e notturne, intensificheremo i servizi mirati nei weekend tra le 20:00 e le 02:00, anche con l’utilizzo della fonometria in collaborazione con l’Arpa per accertare analiticamente il superamento delle soglie di tollerabilità. Avvieremo una mappatura sistematica dei dehors per una tolleranza zero sull’occupazione abusiva, operando in coordinamento interforze con Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza. Il mio obiettivo strategico rimane quello di coniugare il diritto allo svago e allo sviluppo commerciale con il diritto alla vivibilità e al riposo dei cittadini. I nostri controlli futuri saranno improntati alla massima fermezza contro l’illegalità, mantenendo però un approccio costruttivo con tutti gli operatori economici virtuosi.”

Il cortocircuito comunicativo emerso nei commenti dei cittadini svela in realtà una profonda frammentazione sociologica che caratterizza il tessuto urbano di Partinico, un fenomeno non isolato ma tipico delle comunità in transizione economica. Da un lato vi è una forte spinta nostalgica e conservatrice, che esige il silenzio e l’ordine come sinonimi di decoro e sicurezza residenziale; dall’altro si muove una pulsione giovanile e commerciale che vede nella “movida” l’unico motore di riscatto sociale e vitalità per evitare lo spopolamento del centro. In questo scenario polarizzato, l’operato dell’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Pietro Rao, e della Polizia Municipale si configura non come un atto punitivo, bensì come l’indispensabile ruolo di arbitro super partes, fondamentale per evitare l’anarchia urbana e garantire una convivenza civile e democratica. L’azione di controllo, come confermato dalle linee programmatiche del comando, mira a stabilire standard di legalità oggettivi: senza regole certe e misurabili, lo spazio pubblico si trasformerebbe in una giungla a discapito dei residenti più deboli. È evidente che il rispetto dei limiti acustici e delle corsie d’emergenza non serve a soffocare il commercio, ma a strutturarlo in modo sicuro e sostenibile nel lungo periodo, tutelando gli stessi imprenditori da una concorrenza sleale o selvaggia. In questa cornice di necessaria fermezza burocratica, va comunque riconosciuto al “Morrison” e ai titolari il merito indiscutibile di aver riacceso le luci (è stata la prima attività commerciale, nell’ambito della ristorazione situata nel centro storico, ad essere inaugurata dopo i recenti lavori di riqualificazione, ndr) su uno scorcio storico che rischiava il declino, dimostrando coraggio imprenditoriale, passione e un innegabile amore per la città.

La speranza è che l’allineamento ai parametri di sicurezza richiesti non spenga questo entusiasmo, ma trasformi il pub in un modello di intrattenimento virtuoso e regolare, capace di dimostrare che a Partinico fare impresa nel pieno rispetto delle regole non è solo possibile, ma è l’unico modo per dare un futuro solido al territorio.

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