Polemiche sull’adesione dell’assessore bonnì

Partinico, il Vannaccismo «è preoccupante» «E io me ne vanto…»

L’annuncio dell’ingresso dell’assessore del Comune di Partinico Sergio Bonnì (nella foto a sinistra) nel movimento politico fondato dal generale Roberto Vannacci ha immediatamente provocato una forte reazione nel panorama politico locale. La decisione è stata criticata dal Partito Democratico e dai Giovani Democratici, che addirittura esprimono profonda preoccupazione mentre Bonnì rilancia: «Io me ne vanto di far parte di quella sporca dozzina», facendo riferimento ad una recente dichiarazione dello stesso Vannacci il quale si è riallacciato al celebre film di guerra del 1967 per indicare il suo gruppo di parlamentari e sostenitori. Ha usato il termine per rivendicare con orgoglio l’etichetta di “scarti” o “rifiuti” politici affibbiata loro dagli altri partiti, riunendo una squadra di transfughi ed ex esponenti soprattutto di centrodestra

Il movimento di Vannacci si richiama alle posizioni espresse dal generale su temi come immigrazione, identità nazionale e diritti civili. Proprio queste posizioni sono al centro delle contestazioni avanzate dalle forze di centrosinistra. Nel documento dei Giovani Democratici, il circolo esprime «profonda preoccupazione» per quello che definisce il radicamento del movimento anche a Partinico. Il passaggio più netto riguarda il tema dell’antifascismo, che secondo i giovani del Pd «non appartiene a una parte politica, ma rappresenta il fondamento della Costituzione e della convivenza democratica». Nel comunicato viene inoltre contestata quella che viene definita un’ambiguità politica del progetto di Futuro Nazionale, ritenuta pericolosa perché, secondo gli estensori, rischierebbe di rendere accettabili idee considerate incompatibili con una società democratica. I Giovani Democratici concludono assicurando che continueranno a vigilare sul territorio e ribadiscono la richiesta di una politica «chiara, trasparente e senza ambiguità».

Ancora più duro il comunicato del Partito Democratico di Partinico, guidato dal segretario Michele Chimenti (nella foto a destra). Il circolo sostiene che le idee promosse da Vannacci siano «lontane dalla cultura democratica» e incompatibili con i principi della Costituzione italiana. Il Pd punta inoltre il dito contro la scelta di Bonnì, sottolineando come un assessore che ha giurato fedeltà alla Costituzione abbia deciso di aderire, secondo il partito, «al movimento più estremo presente oggi in Italia».

Nel documento vengono chiamati in causa anche il sindaco e gli altri componenti della maggioranza, ai quali il Pd chiede di chiarire la propria posizione politica dopo questa adesione. Il circolo conclude ribadendo che i valori della Costituzione, dell’antifascismo, della solidarietà e della tutela dei diritti rappresentano, a suo giudizio, il principale argine contro ogni forma di divisione sociale.

Alle accuse ha replicato direttamente Sergio Bonnì, che respinge le etichette attribuitegli e difende la propria scelta politica. «Purtroppo – ribatte -, chi non la pensa come loro viene subito etichettato come omofobo. Chi esprime un’opinione diversa viene messo al bando, ma questo non mi preoccupa. Al loro posto mi concentrerei su altri problemi. Mi chiederei, ad esempio, come mai un partito che a livello nazionale sfiora il 30% dei consensi, a livello locale non riesca a ottenere risultati significativi. Evidentemente c’è qualcosa che non funziona alla base. Se continueranno su questa strada, rischiano di scomparire. Questi sono gli stessi uomini che hanno sfiduciato il sindaco Gigia Cannizzo (erano in giunta col vicesindaco), e sono gli stessi che hanno mandato a casa il loro sindaco, il buon Giuseppe Motisi. Oggi la Cannizzo è da loro stessi osannata. Questa è storia. Con carte, la storia non si può cancellare, ecco perché non sono credibili. E’ come se io sfiduciassi o sarei il primo firmatario della sfiducia al sindaco Rao, impensabile. Chi mi conosce, e conosce la mia storia, sa bene che non sono un fascista. Il fascismo appartiene a un periodo storico concluso da decenni. Allo stesso modo, non sono un omofobo: ho una visione della vita moderna e aperta. Non condivido l’idea che un bambino possa crescere con due papà o due mamme. Questa è la mia posizione e non la nascondo. Per il resto, chi mi conosce sa quali sono le mie idee e conosce la mia apertura mentale. Ho avuto la fortuna di viaggiare molto, di confrontarmi con culture, comunità ed etnie diverse. Proprio per questo respingo le etichette che mi vengono attribuite».

Bonnì spiega poi le ragioni della sua adesione al progetto politico di Roberto Vannacci. «Ho scelto di sostenere il progetto politico di Roberto Vannacci perché ritengo che molte delle sue posizioni vengano strumentalizzate. Sto leggendo Il mondo al contrario (libro scritto dallo stesso Vannaccie  di recente pubblicato, ndr) e credo che, quando affronta il tema dell’immigrazione, non si riferisca indiscriminatamente a tutti gli immigrati. Chi arriva in Italia, lavora, rispetta le regole e si integra nella società non rappresenta un problema. La questione riguarda invece l’immigrazione clandestina, che comporta costi rilevanti per lo Stato, superiori – a mio avviso – a quelli destinati a una pensione minima per molti cittadini italiani». Infine, l’assessore lancia un messaggio al Partito Democratico: «Dal Partito Democratico mi aspetto collaborazione e un confronto costruttivo, piuttosto che polemiche e messaggi destinati solo ad alimentare divisioni».

© Partinicolive. Tutti i diritti riservati. È vietata qualsiasi riproduzione, anche parziale, di questo testo senza previa autorizzazione scritta dell’autore