Sul bando è ancora bufera

Partinico, stadio affidato e malumori «Che pessimo esempio…»

Lo stadio comunale La Franca di Partinico va in gestione all’Asd Partinicaudace per i prossimi 5 anni e rischia di creare ulteriori tensioni all’interno della giunta, guidata dal sindaco Pietro Rao. La commissione di gara del Comune ha approvato il verbale di assegnazione dell’impianto, dopo aver vagliato tutta la documentazione presentata dalla società neroverde, che milita nel campionato di calcio in Eccellenza. Oltretutto era stata l’unica proposta depositata. La società della presidente Katia Caravella, quindi, si è accaparrata la gestione oltretutto con una cifra abbastanza contenuta: appena 5.500 euro all’anno. Proprio attorno a questo canone si era addirittura sfiorata la crisi politica. I 5.500 euro offerti dal Partinicaudace, con una base d’asta di 5 mila euro proposta dal Comune, erano stati ritenuti, apertamente, troppo pochi dall’assessore di Forza Italia Nicola Degaetano.

Seguirono giorni di altissima tensione all’interno dell’amministrazione comunale, poi il silenzio sino ad oggi, con il completamento della procedura di assegnazione. Il battibecco si consumò durante una seduta di consiglio tra Degaetano e il collega di giunta, con delega allo Sport, Sergio Bonnì. E anche oggi la bufera non sembra essere per nulla passata. Contattato dalla nostra redazione, l’assessore Degaetano continua a ribadire che questa è una scelta sbagliata: «Una decisione presa da una “minoranza assoluta” rimane un pessimo esempio di democrazia. Il problema non è certo l’affidamento di questo stadio oggi, il cui costo potrebbe anche essere equo, ma che diverrebbe irrisorio ove si realizzasse il manto erboso sintetico».

Ecco, il nocciolo sta proprio nel manto erboso dello stadio di Partinico. Da anni oramai si parla di realizzare un rettangolo di gioco in erba sintetica, ma per scelte politiche non lo si è ancora fatto. Nonostante i fondi fossero già pronti da spendere in bilancio due anni fa, Forza Italia si mise di traverso e disse “no” al prelievo delle risorse comunali (circa un milione di euro) perché si sarebbe rischiato di mandare il bilancio in default. Il primo cittadino fu costretto a fare un passo indietro, ma già due anni fa era stato chiaro: se non fossero stati trovati i fondi attraverso dei bandi, anche con l’intercessione proprio di Forza Italia che ha una fortissima rappresentanza al governo regionale, il Comune avrebbe fatto in modo di trovare quei soldi comunque. Perché lo stadio, secondo Rao e Bonnì, resta una priorità per una città che ha un’impiantistica sportiva limitata e spesso in cattive condizioni. Non a caso, proprio a causa delle cattive condizioni del fondo campo, da anni le squadre locali di calcio sono costrette a emigrare nelle cittadine vicine per giocare le proprie gare casalinghe.

«Una città come Partinico può restare senza uno stadio utilizzabile? – ha sempre ripetuto come un mantra l’assessore allo Sport da due anni a questa parte -. Basta dare uno sguardo alle realtà vicine e anche molto più piccole di Partinico, dotate tutte di campi in erba sintetica. Ma in questa città dobbiamo aspettare, non si sa cosa o chi». Certo è che semmai dovesse realizzarsi questo manto erboso le cose effettivamente cambierebbero. Infatti già sullo stadio sono stati fatti dei recenti lavori di totale ristrutturazione e manutenzione di spalti e servizi igienici. Se si realizzasse il rettangolo di gioco, poco meno di 500 euro al mese sarebbe un affitto equo da chiedere per un impianto del genere?  Non essendoci alcuna clausola nel bando, almeno per i prossimi 5 anni al Partinicaudace non si potrà chiedere un solo euro in più. L’opposizione, e anche parte della coalizione a sostegno del sindaco rappresentata da Forza Italia, aveva proprio chiesto che quantomeno fosse inserita questa postilla, e cioè che in caso di realizzazione del manto erboso allora il canone si sarebbe rivisto al rialzo. Ma nel frattempo nulla è cambiato e adesso l’affidamento è stato sancito in via definitiva.

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