Opposizione contro presidente

Trappeto, Consiglio ai ferri corti tra «furbizie» e «assenteismo»

Al Comune di Trappeto si accende lo scontro sul ricordo frequente alle convocazioni d’urgenza del Consiglio comunale. Da una parte l’opposizione, che denuncia un uso ormai sistematico di uno strumento previsto solo per casi eccezionali; dall’altra la presidenza del Consiglio, che respinge le accuse e rivendica la piena legittimità delle procedure adottate. Al centro della polemica c’è il rispetto del regolamento e, più in generale, il corretto equilibrio tra rapidità dell’azione amministrativa e diritto dei consiglieri ad approfondire gli atti prima del voto. A sollevare il caso è stata la consigliera comunale di opposizione Giusy Militello (nella foto a sinistra), che ha contestato l’ennesima convocazione dell’aula in seduta urgente per domani, 22 giugno, alle 9. Secondo Militello, il regolamento comunale è chiaro nel prevedere che il Consiglio venga convocato normalmente in adunanza ordinaria e che la procedura d’urgenza debba essere riservata esclusivamente a situazioni caratterizzate da “motivi rilevanti e indilazionabili”.

Per l’esponente dell’opposizione, però, questa eccezione sarebbe diventata una prassi. «Negli ultimi tempi, quella che dovrebbe essere una misura straordinaria è diventata la normalità», sostiene la consigliera, accusando la maggioranza di qualificare come urgenti provvedimenti che avrebbero potuto essere programmati con maggiore anticipo. Militello evidenzia due conseguenze che considera particolarmente gravi: la riduzione dei tempi a disposizione dei consiglieri per esaminare la documentazione e l’assenza di una corretta programmazione politico-amministrativa. «Siamo davanti all’ennesima forzatura delle regole del gioco – aggiunge -. Il regolamento non è un optional che il presidente del Consiglio o il sindaco possono decidere di applicare a giorni alterni. Convocare continuamente l’aula d’urgenza significa voler blindare i provvedimenti, fuggendo dal confronto e privando la cittadinanza della dovuta trasparenza».

La replica della presidente del Consiglio comunale, Mirella Russo (nella foto a destra), non si è fatta attendere. In una nota ha respinto le accuse, sostenendo che la convocazione urgente è espressamente prevista dal regolamento e dalla normativa vigente. «Definirla una violazione delle regole significa ignorare che è la regola stessa a prevederla, laddove ne sussistano i presupposti», sottolinea. La presidente evidenzia, inoltre, che le motivazioni dell’urgenza sarebbero chiaramente indicate nelle delibere sottoposte all’esame dell’aula. «I motivi rilevanti e indilazionabili risultano puntualmente esplicitati nelle proposte di delibera portate all’attenzione del Consiglio: le ragioni dell’urgenza sono quindi verificabili da chiunque abbia voluto, semplicemente, leggerle». Russo passa poi al contrattacco sul piano politico, osservando come l’appello al confronto istituzionale provenga da «un consigliere che non partecipa alle riunioni dei capigruppo nemmeno quando le sedute sono convocate in via ordinaria». Secondo la presidente, questa circostanza «non rafforza la credibilità della denuncia, ma ne svela la natura essenzialmente propagandistica».

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