La Villa della Legalità torna al Comune di Borgetto attraverso un provvedimento della segretaria generale Rosa Damiano, con cui si dichiara la decadenza immediata dell’assegnazione del bene confiscato alla criminalità organizzata affidato all’associazione TeleJato Ets. Vengono contestate una lunga serie di presunte violazioni che, secondo l’ente, avrebbero compromesso il rispetto del progetto per il quale l’immobile era stato concesso. La decisione è stata formalizzata al termine di un procedimento avviato nei mesi scorsi, per effetto dell’inchiesta giornalistica portata avanti dal direttore della nostra testata Daniele Viola, e culminato con la risoluzione della convenzione stipulata nel 2025. Al centro della vicenda c’è la struttura di contrada Annunziata a Borgetto, ribattezza con il nome di Villa della Legalità, assegnata a TeleJato per realizzare una scuola di giornalismo e centro di documentazione del fenomeno mafioso, progetto che aveva ottenuto il via libera dell’amministrazione dopo l’aggiudicazione del bene confiscato.
Secondo il Comune, tuttavia, gli obiettivi previsti non sarebbero mai stati concretamente realizzati. Nella determina si sostiene che la scuola di giornalismo, descritta nel progetto presentato da TeleJato, non abbia mai preso forma nei termini indicati. L’amministrazione evidenzia l’assenza di un comitato scientifico, di un piano formativo strutturato e di corsi organizzati secondo quanto promesso in fase di assegnazione. Le contestazioni non si fermano qui. Il provvedimento richiama presunte irregolarità nella gestione degli stagisti e dei volontari che hanno frequentato la struttura. Il Comune sostiene che non sarebbero stati forniti documenti in grado di dimostrare il rispetto degli obblighi previsti in materia di lavoro, sicurezza e coperture assicurative. Vengono, inoltre, contestate la mancata trasmissione di relazioni periodiche richieste dalla convenzione e l’assenza di risposte ad alcune verifiche avviate dagli uffici comunali. Un altro nodo riguarda la presenza all’interno della Villa della Legalità dell’associazione culturale Marconi, editore dell’emittente TeleJato. Secondo il Comune, l’utilizzo degli spazi da parte di un soggetto diverso dall’assegnatario (associazione Telejato Ets) sarebbe avvenuto senza la necessaria autorizzazione e in contrasto con le regole previste per i beni confiscati alla mafia. La segretaria comunale ritiene che le attività svolte nella struttura siano andate oltre quanto previsto dal progetto originario, trasformando di fatto il bene in una sede operativa dell’emittente televisiva.
Tra le motivazioni richiamate, figura anche una contestazione relativa ai tributi comunali. La convenzione sottoscritta nel 2025 prevedeva, infatti, una clausola risolutiva automatica in caso di mancato pagamento delle imposte dovute sull’immobile. Su questo punto il Comune richiama un avviso di accertamento Tari, notificato all’associazione e considera la questione uno degli elementi che hanno contribuito alla decadenza dell’assegnazione. Nelle scorse settimane un gruppo di cittadini e giornalisti organizzò proprio davanti la villa un sit-in di protesta per chiedere che sulla vicenda fosse fatta chiarezza dal Comune. Le notizie di irregolarità erano oramai da tempo note e per questo si chiedeva che fosse dato seguito alla revoca del bene. TeleJato aveva respinto le accuse durante il procedimento amministrativo, presentando controdeduzioni e sostenendo la correttezza del proprio operato. L’associazione aveva inoltre annunciato l’intenzione di tutelarsi nelle sedi giudiziarie. Pino Maniaci, factotum dell’emittente, attraverso alcuni servizi giornalistici ha parlato di un attacco mirato a colpire lui in quanto baluardo dell’antimafia del territorio. Secondo lui, la revoca sarebbe una manovra politica che vedrebbe come regista il sindaco di Partinico Pietro Rao. A detta sua, la villa sarebbe stata tolta «a un amico di Rao», e questo avrebbe spinto il primo cittadino a cominciare una battaglia utilizzando come paravento il giovane giornalista Viola.
Le spiegazioni fornite da Telejato, però, non hanno convinto il Comune di Borgetto, che ha rigettato le osservazioni difensive e confermato la propria posizione. La vicenda ha assunto rilievo anche per il coinvolgimento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni sequestrati e confiscati, che nei mesi scorsi aveva chiesto chiarimenti sull’utilizzo dell’immobile. L’Agenzia ha tuttavia precisato di non avere poteri sostitutivi nei rapporti tra il Comune e il soggetto assegnatario, lasciando quindi all’ente locale la responsabilità delle decisioni adottate.
Con la determina di decadenza, TeleJato dovrà lasciare l’immobile entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento. Il Comune ha inoltre disposto l’avvio delle procedure per il recupero delle eventuali somme dovute a titolo di penale e per la valutazione del valore del bene. Ovviamente il tutto al netto di eventuali ricorsi al Tar (già annunciati da Maniaci pubblicamente) e dell’eccoglimento di sospensive.
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