A Partinico l’opposizione ha i numeri per sfiduciare il sindaco Pietro Rao, ma non quelli per governare un’alternativa, ed è proprio questo il motivo per cui le bocce restano sostanzialmente ferme. Una tesi che è sempre stata affidata ad ipotesi ma che adesso diventa una certezza. Ed è il consigliere di opposizione Giovanni Pantaleo, che da un anno ha ritirato il proprio sostegno all’attuale amministrazione, a confermare che non esistono le condizioni per far cadere il governo cittadino. Non tanto per i “demeriti” che vengono affibbiati alla giunta Rao, quanto per l’incapacità dell’opposizione stessa di saper trovare una sintesi al suo interno.
Le dichiarazioni del consigliere arrivano mentre in città torna ad accendersi il confronto sulla possibilità di chiudere anzitempo il mandato dell’attuale governo cittadino, che scadrebbe nell’autunno del 2027, quindi fra quasi un anno e mezzo. Un tema che ciclicamente riemerge da quando Rao ha perso la maggioranza consiliare che lo aveva accompagnato all’inizio del mandato. Se nel novembre 2022, al momento dell’insediamento, il sindaco poteva contare su 15 consiglieri comunali su 24, oggi i numeri si sono drasticamente ridotti e i consiglieri che sostengono l’amministrazione sono appena 9. Nonostante ciò, secondo Pantaleo, una sfiducia approvata in questa fase rischierebbe di ottenere l’effetto opposto rispetto a quello auspicato dai suoi promotori. «Se i numeri sono numeri e se la matematica non è un’opinione – afferma – significherebbe semplicemente ridare il mandato elettorale all’attuale sindaco». Per il consigliere, infatti, l’attuale opposizione dispone di una maggioranza in Consiglio comunale, ma non può vantare la stessa forza sul piano elettorale. Da qui la convinzione che un eventuale ritorno alle urne possa trasformarsi in una nuova investitura popolare per Rao.
Pantaleo respinge quindi gli appelli di quanti chiedono uno “scatto d’orgoglio” per presentare la mozione per la decadenza del sindaco di Partinico Rao. A suo giudizio, una sfiducia non può essere un gesto simbolico o dettato dall’istinto, ma deve inserirsi in una strategia politica chiara e condivisa. «Chi vuole presentare, con queste condizioni, una sfiducia vuole riconfermare chi oggi contesta», sostiene. A pesare sul ragionamento del consigliere è soprattutto la frammentazione del fronte alternativo all’amministrazione. Le divisioni che hanno segnato il centrodestra alle ultime elezioni comunali non sono mai state del tutto superate e continuano a condizionare i rapporti tra le diverse componenti dell’opposizione. Una situazione che, secondo Pantaleo, potrebbe persino aprire scenari imprevedibili in caso di nuove elezioni.
Del resto, un primo tentativo di avviare il percorso della sfiducia, promosso nei mesi scorsi su iniziativa di Fratelli d’Italia, non riuscì nemmeno a raggiungere i numeri necessari per approdare in aula. Un episodio che fotografò con chiarezza le difficoltà di un’opposizione numericamente forte ma politicamente divisa. Pur ribadendo il proprio distacco dall’amministrazione, Pantaleo mantiene toni rispettosi nei confronti del sindaco: «È una persona che ho sempre rispettato da 25 anni e alla quale riconosco enormi qualità e capacità», afferma, pur criticandone spesso il modus operandi. Nel palazzo, dunque, il dibattito resta aperto. Ma mentre la maggioranza del sindaco si è progressivamente assottigliata, l’opposizione continua a fare i conti con le proprie divisioni. E proprio questa contraddizione, oggi, sembra essere il principale ostacolo a qualsiasi tentativo di cambiare gli equilibri politici della città.
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