La storia di salvatore lo monaco

Balestrate, «Io scappato 8 anni fa dal Venezuela, lì c’è il caos»

Salvatore Lo Monaco è tornato nella sua Balestrate 8 anni fa, dopo che per oltre mezzo secolo ha svolto in Venezuela la professione di giornalista. Sta vivendo con angoscia e apprensione quanto sta accadendo in questi giorni, dopo la violenta scossa di terremoto che ha colpito il Venezuela lo scorso 24 giugno provocando quasi mille morti (accertati sino ad ora) e 50 mila dispersi.

Nonostante il suo addio a quella terra non sia stato pacifico, ancora oggi ha un fortissimo legame. Fu quasi costretto, infatti, ad abbandonare quella terra: «Da giornalista mi occupavo di politica – rivela – e non c’era alcuna liberta di espressione. Attorno a me e ad altri colleghi c’era molta pressione e censura. Ho subito diverse minacce, mi è stata anche sequestrata mia figlia per qualche giorno. Per questo ho lasciato il Venezuela e sono tornato a Balestrate». Lui stesso ha ancora una casa  in Venezuela, nelle vicinanze dell’area colpita dal sisma, che ha subito dei danni lievi.

Lo Monaco tutt’oggi ricopre l’incarico di presidente dell’associazione ConVensi, che riunisce tantissimi siciliani residenti nel Venezuela, tra cui all’incirca un migliaio di persone le cui origini sono di Balestrate. Quindi personalmente è un punto di riferimento per la comunità. Proprio questo ruolo ha permesso a Lo Monaco di raccogliere rapidamente testimonianze e informazioni sulle conseguenze del terremoto, che ha coinvolto numerosi connazionali oltre alla popolazione locale.

«Tutti i giorni – ha raccontato in un’intervista a Partinicolive – sono in contatto con i miei connazionali. Nel ’67 ci fu un altro terremoto nella stessa zona, nettamente meno forte. Ma devo dire che si tratta di una tragedia annunciata».

Lo Monaco non è tenero con l’attuale governo dittatoriale venezuelano: «La forza militare non è preparata per assistere la popolazione che oggi soffre. Questo perché il governo in tutti questi anni non si è mai interessato di investire sul fronte della protezione civile, per fronteggiare disastri simili. Tanto che altre istituzioni stanno arrivando in questi giorni in Venezuela per aiutare».

La situazione è quindi drammatica non solo per le conseguenze di quanto accaduto, ma anche per le contromisure che praticamente non ci sono secondo Lo Monaco. «Tantissimi volontari vorrebbero aiutare – dice l’ex giornalista – ma sotto tale aspetto c’è una pesantissima burocrazia. Chi vuole aiutare viene fermato perché prima su di lui devono essere fatte delle approfondite verifiche. Intanto il tempo passa e tutti questi passaggi potrebbero rivelarsi nocivi».

La situazione attuale è di totale caos. «Molto superstiti non trovano amici e familiari – racconta -, non sanno se possono rientrare o no nelle loro case. Ancora oggi ci sono stati altri movimenti tellurici, seppur di minor entità rispetto a quello del 24 giugno. Ancora sono tutti spaventati, le persone rimaste senza casa stanno andando da amici e parenti, oppure sono in campi attrezzati con tende, o ancora in ospedale nel caso dei feriti».

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