L’indagine dei carabinieri

Terrasini, scoperti finti medici dell’estetica, in 2 denunciati

Promettevano trattamenti di medicina estetica attraverso i social network, ma i carabinieri di Terrasini hanno scoperto che non erano medici, né autorizzati a svolgere quel tipo di attività. Gli inquirenti hanno denunciato un uomo e una donna, entrambi di 28 anni, dopo un’inchiesta nata dalla segnalazione di una cliente rimasta insoddisfatta del trattamento ricevuto.

L’indagine, coordinata dalla Procura e condotta dai carabinieri della stazione di Terrasini insieme ai militari del Nas, ha portato alla denuncia di due giovani, entrambi di 28 anni, accusati di aver esercitato abusivamente una professione sanitaria.

Tutto ha avuto origine nei mesi scorsi, quando una donna si è rivolta ai carabinieri raccontando di essersi sottoposta a un trattamento di medicina estetica che non aveva dato i risultati sperati. La sua denuncia ha spinto gli investigatori ad approfondire la vicenda per verificare chi ci fosse realmente dietro quell’attività.

Secondo quanto ricostruito durante gli accertamenti, i due indagati pubblicizzavano i propri servizi attraverso una pagina presente sui social network, utilizzando un nome che lasciava intendere la presenza di una professionista qualificata. Le inserzioni proponevano diversi trattamenti estetici, attirando clienti convinti di affidarsi a personale competente.

Le verifiche effettuate dai militari avrebbero però fatto emergere una realtà ben diversa. Gli interventi, infatti, sarebbero stati eseguiti senza alcun titolo professionale e senza le necessarie autorizzazioni previste dalla legge. Inoltre, l’attività non si sarebbe svolta in uno studio medico autorizzato, ma all’interno di un Bed & Breakfast situato nel quartiere Zisa di Palermo.

Nei giorni scorsi è quindi scattata un’operazione coordinata che ha coinvolto, oltre ai carabinieri di Terrasini e ai militari del Nas, anche i reparti territoriali di Gela e Ragusa. Le forze dell’ordine hanno eseguito diverse perquisizioni nelle abitazioni riconducibili ai due giovani, situate tra Gela e Niscemi.

Durante le operazioni sono stati trovati e sequestrati numerosi dispositivi utilizzati per i trattamenti estetici, medicinali destinati a questo tipo di interventi, computer e altri strumenti informatici che, secondo gli investigatori, sarebbero stati impiegati per organizzare e gestire l’attività. È stato inoltre recuperato altro materiale ritenuto utile per ricostruire nel dettaglio il presunto esercizio abusivo della professione.

La medicina estetica comprende una serie di trattamenti che, pur non essendo interventi chirurgici, possono comportare rischi per la salute se eseguiti da persone prive della preparazione necessaria. Per questo motivo la legge stabilisce che alcune procedure possano essere effettuate esclusivamente da medici abilitati, in possesso di una formazione specifica e operanti in strutture idonee.

Le indagini non sono ancora concluse. Gli investigatori stanno infatti verificando se nell’attività possano essere coinvolte altre persone e stanno cercando di individuare eventuali ulteriori clienti che si sarebbero rivolti alla struttura abusiva.

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