Prima le polemiche per il nuovo tariffario dello stadio comunale di Partinico, poi il nuovo scontro politico sulla gestione dell’impianto. La vicenda del “Giuseppe La Franca” continua ad alimentare un duro botta e risposta sul piano politico. Da un lato il Partito Democratico contesta il metodo con cui il Comune ha affidato la gestione della struttura, ritenendo che l’intera procedura sia nata con gravi criticità e denunciando l’assenza di una strategia complessiva. Dall’altro l’assessore allo Sport Sergio Bonnì respinge ogni accusa e rivendica il lavoro dell’amministrazione, sostenendo di avere finalmente imposto regole e avviato il recupero di uno stadio che, a suo dire, è stato lasciato nel degrado per decenni.
Il nuovo confronto arriva a pochi giorni dalle proteste suscitate dall’introduzione del primo tariffario ufficiale nella storia dello stadio comunale, reso necessario dopo l’affidamento della gestione all’Asd 1959 Partinicaudace. Una decisione che ha segnato una svolta nell’utilizzo dell’impianto, fino ad oggi gratuito, ma che ha anche riacceso un dibattito politico che in realtà va avanti da mesi.
Il circolo del Partito Democratico precisa di non voler entrare nel merito delle tariffe applicate dal gestore, ritenendo che il vero problema sia a monte. I Dem parlano, infatti, di un affidamento nato con criteri che avevano già contestato nelle sedi competenti, definendolo in passato una “delega in bianco” da parte dell’amministrazione comunale. Secondo il Pd la questione è prima di tutto politica. Il partito critica quella che definisce una gestione frammentaria della vicenda, sostenendo che iniziative isolate del sindaco e dell’assessore allo Sport stiano contribuendo ad aumentare la confusione invece di affrontare in maniera organica il futuro del principale impianto sportivo cittadino.
Tra i punti sollevati dall’opposizione c’è anche l’organizzazione delle attività all’interno dello stadio. Dal contenuto dell’avviso pubblico e della convenzione, osserva il Pd, non emergerebbe con chiarezza come verrà garantita la convivenza tra le diverse discipline sportive che utilizzeranno contemporaneamente la struttura. Per questo il partito ribadisce che l’obiettivo deve essere quello di assicurare il diritto allo sport a tutte le associazioni e agli atleti che frequentano lo stadio “La Franca” di Partinico.
L’affondo finale riguarda più in generale la gestione dell’impiantistica sportiva cittadina, definita “disastrosa e fallimentare”. Il Pd annuncia che continuerà a seguire la vicenda chiedendo risposte concrete e tempi certi sulle criticità evidenziate. La replica dell’assessore allo Sport Sergio Bonnì è altrettanto dura. L’esponente della giunta respinge tutte le accuse e ribalta completamente la ricostruzione dell’opposizione. “Noi stiamo facendo quello che loro non hanno fatto da quarant’anni”, ribatte, descrivendo uno stadio rimasto per decenni senza regole, nel degrado e nella sporcizia, dove chiunque poteva utilizzare gli spazi senza alcun controllo.
Per Bonnì le critiche del Pd rappresentano soltanto “slogan”, mentre l’amministrazione starebbe affrontando problemi rimasti irrisolti per anni. L’assessore richiama anche alcune scelte del passato, citando la piantumazione dei pini all’interno dello stadio, che avrebbe provocato gravi danni alla pista di atletica e comporterà oggi costosi interventi di rimozione e ripristino. Lo scontro politico si inserisce in una fase di cambiamento per l’impianto sportivo. Dopo l’affidamento della gestione al Partinicaudace, la società ha annunciato un importante programma di interventi per la messa in sicurezza della struttura, dalla sistemazione degli impianti elettrici e idrici all’installazione della videosorveglianza, fino alla riqualificazione degli spogliatoi, degli ingressi e dei locali interni. Investimenti che il gestore considera indispensabili per restituire alla città uno stadio moderno, sicuro e funzionale.
È proprio questo intreccio tra gestione amministrativa, investimenti privati e fruizione pubblica dell’impianto ad alimentare un confronto che appare tutt’altro che concluso. Mentre il nuovo gestore si prepara ad avviare i lavori e il Comune difende la scelta compiuta, l’opposizione continua a mettere in discussione le modalità con cui è stato costruito l’intero percorso. Un dibattito destinato con ogni probabilità ad accompagnare anche le prossime tappe del rilancio dello stadio “Giuseppe La Franca” di Partinico, trasformando un impianto sportivo in uno dei principali terreni di scontro della politica cittadina.
Intanto Rifondazione comunista ha presentato un’istanza di accesso agli atti per ottenere tutta la documentazione relativa alla procedura di affidamento alla società del Partinicaudace. Nel mirino del gruppo politico finiscono l’offerta presentata, gli atti della gara e la documentazione sull’Ati inizialmente costituita e poi sciolta prima dell’aggiudicazione. Una mossa che punta a fare piena luce sulla regolarità dell’iter e che potrebbe aprire nuovi scenari nella già complessa vicenda amministrativa.
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