Un fronte comune a Carini tra istituzioni, amministratori e mondo produttivo per ribadire un forte no a mafia, racket e microcriminalità. Il messaggio è stato forte e chiaro: lo Stato è presente e chi investe, crea lavoro e produce ricchezza non può essere lasciato solo davanti alla violenza e alle intimidazioni. Questo quanto emerso dall’incontro che si è svolto questa mattina nell’aula del Consiglio comunale di Carini, convocato su iniziativa dell’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo, alla presenza del prefetto di Palermo Massimo Mariani, dei sindaci del comprensorio, delle forze dell’ordine, delle autorità civili e militari e degli imprenditori del territorio.
Al centro del confronto le forti preoccupazioni, causate dai recenti episodi intimidatori che hanno colpito alcune realtà produttive, tra cui l’azienda di Tommaso Dragotto, la Sicily by car contro cui è stato posto in essere a Villagrazia di Carini un attentato incendiario. Senza dimenticare anche l’altro raid incendiario contro la stazione di rifornimento di Capaci, che ha sfiorato le colonnine del gas e che poteva davvero trasformarsi in tragedia. E poi l’inquietante messaggio lasciato davanti ai lidi di Isola delle Femmine e Capaci, dove nel maggio scorso sono state lasciate davanti ad alcuni stabilimenti delle bottiglie di benzina con su scritto «5.000 euro», un sinistro messaggio che voleva imporre agli imprenditori di pagare il pizzo.
«L’obiettivo di questo incontro – dichiara l’assessore Edy Tamajo – era innanzitutto ascoltare. Ho raccolto la paura, lo sconforto e il senso di solitudine espresso da tanti imprenditori che ogni giorno investono, creano occupazione e rappresentano un presidio di legalità e sviluppo per questa parte della Sicilia. A loro dobbiamo dare una risposta concreta e immediata». Tamajo ha rivolto un sentito ringraziamento al prefetto Mariani per aver accolto l’invito e per la grande sensibilità istituzionale dimostrata e ha esteso il proprio ringraziamento anche ai sindaci, ai rappresentanti delle forze dell’ordine e a tutte le autorità presenti. «La presenza dello Stato oggi è un segnale forte –dice – ma deve tradursi in un impegno costante. Non possiamo consentire che la paura condizioni chi ha scelto di investire onestamente nella nostra terra».
L’assessore ha quindi lanciato un appello alla responsabilità condivisa per combattere racket e criminalità a Carini: «Serve una grande alleanza tra prefettura, istituzioni, amministrazioni locali, forze dell’ordine e sistema produttivo. Solo lavorando insieme possiamo rafforzare il presidio della legalità e affermare con determinazione che lo Stato c’è e non arretra di fronte a nessuna forma di intimidazione. Agli imprenditori voglio dire che non sono soli: la Regione Siciliana continuerà a essere al loro fianco, perché la sicurezza è il primo investimento per la crescita e lo sviluppo dei nostri territori». Il presidente del Consiglio, Claudio Armetta, ha evidenziato la necessità di tenere i fari accesi non solo sul fenomeno mafioso ma anche sulla microcriminalità che sta dilaniando Carini: «C’è l’esigenza di un’azione decisa – ha detto – contro quei fenomeni di illegalità diffusa che, pur non destando sempre il clamore della cronaca, compromettono profondamente la serenità della nostra comunità. Mi riferisco alla microcriminalità, ai reati contro il patrimonio, ai continui episodi di disturbo della quiete pubblica, alle molestie e a tutti quei comportamenti che alimentano un crescente senso di insicurezza tra i cittadini, incidendo negativamente sulla qualità della vita e sulla fiducia nelle istituzioni. Per questo motivo, auspico un autorevole intervento del prefetto affinché, sotto il coordinamento delle forze dell’ordine operanti sul territorio, si possa trovare attraverso una stabile ed efficace cabina di regia. Una necessaria sintesi operativa, condividendo strategie, informazioni e obiettivi comuni per contrastare con maggiore efficacia ogni forma di delinquenza che interessa il nostro territorio».
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