Un immobile confiscato alla criminalità organizzata torna definitivamente al servizio della collettività a Partinico. La giunta ha approvato l’affidamento in concessione gratuita del primo piano dell’edificio di via Enrico Fermi 35 a un raggruppamento di associazioni che lo utilizzerà per attività assistenziali e culturali, trasformando un bene sottratto alla mafia in uno spazio dedicato alla comunità. La delibera conclude un lungo iter amministrativo, avviato dopo la revoca della precedente assegnazione. L’immobile, trasferito al patrimonio indisponibile del Comune nel 2004, era stato destinato fin dall’origine a finalità sociali, con particolare attenzione alle attività culturali e ricreative rivolte ai giovani.
Dopo la revoca della vecchia concessione, l’amministrazione comunale ha avviato una nuova procedura pubblica per individuare il soggetto a cui affidare la struttura. Al bando ha partecipato una sola realtà associativa, giudicata comunque idonea dalla commissione esaminatrice, che ha confermato la validità della procedura e successivamente approvato la graduatoria definitiva. Ad aggiudicarsi la concessione è stata l’Anc, l’associazione nazionale carabinieri-Sezione di Partinico, capofila di un’associazione temporanea di scopo costituita insieme all’associazione nazionale combattenti e reduci. Prima dell’affidamento definitivo sono stati effettuati tutti i controlli previsti dalla normativa, comprese le verifiche tributarie, giudiziarie e antimafia, con esito favorevole.
Il bene confiscato di Partinico sarà concesso gratuitamente per cinque anni, con possibilità di rinnovo, e sarà destinato esclusivamente allo svolgimento delle attività sociali, assistenziali e culturali previste nel progetto presentato durante la gara. La concessione resta comunque subordinata all’eventuale arrivo di informative antimafia interdittive da parte della prefettura, che comporterebbero la risoluzione dell’affidamento. L’obiettivo dell’amministrazione è valorizzare i beni confiscati alla mafia, restituendoli alla cittadinanza attraverso iniziative di interesse pubblico. Un percorso che punta a trasformare simboli del potere criminale in luoghi di aggregazione, solidarietà e partecipazione, rafforzando il messaggio di legalità e di riutilizzo sociale del patrimonio sottratto alle organizzazioni mafiose.


