La scelta del comune

Alcamo, allarme randagi, ecco le gabbie-trappole

Il Comune di Alcamo interviene per fronteggiare le segnalazioni relative alla presenza di alcuni cani randagi ritenuti potenzialmente pericolosi nella zona di via Allegrezza, nel quartiere Santa Maria. Dopo le numerose comunicazioni arrivate dagli abitanti, l’amministrazione comunale ha disposto un intervento mirato finalizzato alla cattura degli animali, con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza ai residenti.

Secondo quanto riportato negli atti comunali, le segnalazioni riguardano due o tre cani avvistati più volte nell’area, descritti da alcuni cittadini come particolarmente aggressivi nei confronti di chi percorre la strada. La zona interessata è una delle più frequentate del quartiere, con la presenza quotidiana di famiglie, bambini e persone anziane.

Per questo motivo gli uffici della Direzione 4 del Comune hanno affidato il servizio che prevede il noleggio e l’installazione di una gabbia-trappola di grandi dimensioni, appositamente studiata per consentire la cattura dei cani senza ricorrere ad altri sistemi. L’intervento comprende anche il trasporto della struttura, il monitoraggio costante durante le operazioni e la successiva rimozione una volta conclusa l’attività.

Ad eseguire il servizio sarà la società Dog Village Srl di Gela, specializzata nelle attività di recupero degli animali vaganti. Una volta catturati, i cani saranno affidati agli operatori competenti che procederanno con i controlli veterinari e con tutti gli adempimenti previsti dalla normativa regionale sul randagismo.

L’obiettivo dell’operazione è duplice: da un lato ridurre i rischi per la pubblica incolumità, dall’altro assicurare che gli animali vengano gestiti secondo le procedure previste dalla legge, verificandone lo stato sanitario ed eventuale identificazione.

Il tema del randagismo ad Alcamo aveva già acceso il dibattito nei mesi scorsi con il caso di “Nocciolina”, il cane conosciuto da molti residenti e inizialmente prelevato dopo una segnalazione di presunta aggressione. In quell’occasione numerose associazioni animaliste e tanti cittadini chiesero la sua liberazione, sostenendo che l’animale fosse docile. Al termine delle verifiche previste, il cane venne successivamente rimesso in libertà, diventando uno dei casi più discussi sul rapporto tra tutela della sicurezza pubblica e protezione degli animali randagi nella città.