Rogo domato all’alba

Carini, Montagna Longa a fuoco per la 2ª volta (VIDEO)

Per la seconda volta nell’arco di pochi giorni Montagna Longa a Carini è stata avvolta dalle fiamme. Un nuovo vasto incendio ha interessato il promontorio che domina l’abitato di Carini, impegnando per tutta la notte vigili del fuoco, corpo forestale, protezione civile, polizia municipale e forze dell’ordine in una corsa contro il tempo per evitare che il rogo raggiungesse le abitazioni. L’incendio, alimentato dal vento, si è propagato rapidamente divorando ettari di vegetazione. Con il passare delle ore il fronte di fuoco è sceso lungo il versante della montagna fino a valle, facendo temere il peggio per le case situate nelle aree più vicine. Grazie al lavoro incessante delle squadre di emergenza, il rogo è stato però fermato prima che potesse arrivare a ridosso delle abitazioni, scongiurando conseguenze ben più gravi.

GUARDA LE IMMAGINI DEL DEVASTANTE INCENDIO Credit: Davide Favaloro per CMS

Le operazioni di spegnimento sono proseguite senza sosta per tutta la notte. Soltanto alle prime luci dell’alba la situazione è stata definitivamente riportata sotto controllo grazie all’intervento dei Canadair, che con numerosi lanci d’acqua hanno spento gli ultimi focolai ancora attivi. Contemporaneamente le squadre impegnate a terra hanno domato anche un altro incendio che si stava propagando nella zona di via Berlinguer. Si tratta del secondo episodio che interessa Montagna Longa a Carini nel giro di pochi giorni. Già il 16 luglio scorso un vasto incendio aveva devastato il versante di Carini, mentre un altro fronte di fuoco interessava contemporaneamente la zona di Calcerame, nel territorio di Montelepre. Anche in quell’occasione fu necessario il massiccio intervento di vigili del fuoco, corpo forestale, Protezione civile e mezzi aerei per contenere le fiamme, mentre alcune abitazioni di Montelepre vennero evacuate a scopo precauzionale.

Proprio dopo quel rogo erano emersi elementi che avevano fatto ipotizzare un’origine dolosa dell’incendio di Montagna Longa. Gli accertamenti avevano infatti evidenziato la presenza di due distinti punti di innesco, circostanza ritenuta compatibile con un’azione intenzionale. Un’ipotesi sulla quale sono tuttora in corso le verifiche delle autorità competenti.