Cala il sipario

Borgetto, Telejato consegna le chiavi, catene e lucchetti alla “Villa della Legalità”

La cronaca di una fine annunciata si è consumata a Borgetto. Le chiavi del bene confiscato, che un tempo fu di Gaetano Lunetto, oggi sono state consegnate: l’associazione Telejato ETS è ufficialmente fuori dalla villa in contrada Annunziata. Un epilogo che chiude (almeno temporaneamente) un capitolo infuocato della storia recente del territorio, segnato da scontri istituzionali, inchieste, istanze e un braccio di ferro che unisce la cronaca giudiziaria alla tensione politica.

La notizia ufficiale è arrivata sul campo, suggellata dalle parole della comandante della Polizia Municipale, dottoressa Ivana Pantaleo, durante un sit-in organizzato da alcuni cittadini. “Nelle mani del sindaco Roberto Davì e della Segretaria Generale, dottoressa Arianna Napoli, sono tornate le chiavi del bene confiscato“, ha dichiarato il capo dei vigili al Vicequestore. Subito dopo, l’amministrazione comunale ha provveduto a blindare gli ingressi con catene e lucchetti, in attesa di procedere alla sostituzione delle toppe e a un inventario rigoroso della struttura.

Per comprendere la portata di questo giorno bisogna fare un salto indietro. La storia della concessione di quel bene – un villino con annesso garage censito al catasto di Borgetto – affondava le sue radici nella convenzione stipulata tra il Comune e l’associazione lo scorso 30 aprile 2025. Telejato, storica emittente antimafia guidata da Pino Maniaci e nota per le sue battaglie di denuncia sul territorio, aveva ottenuto l’uso di quel simbolo di riscatto civile sottratto alla criminalità organizzata, attraverso un bando discusso e una procedura ibrida. Infatti, il quadro si è incrinato a causa di profonde frizioni e contestazioni. A dare la svolta decisiva è stata l’inchiesta condotta da Daniele Viola, direttore di questa testata, che ha portato alla luce irregolarità gravissime tali da rendere inevitabile la revoca della convenzione.

«Da oggi la Villa della Legalità torna finalmente nelle mani del Comune», ha dichiarato con soddisfazione Daniele Viola. «Questo è un risultato straordinario: l’inchiesta che ho condotto ha portato alla luce irregolarità gravissime che non potevano più essere ignorate, rendendo inevitabile la revoca della convenzione. Abbiamo vinto una battaglia fondamentale per la trasparenza e la verità.»

Ma il fronte resta caldiissimo: «Vigileremo e controlleremo affinché nessuno legato all’associazione metta più piede in quel bene», incalza Viola, chiedendo al sindaco Davì e alla segretaria Napoli di programmare subito un sopralluogo e un inventario dettagliato. «La legalità non si ferma alle parole, pretende i fatti.»

Se materialmente il bene è tornato nelle mani dell’amministrazione, sul piano legale la partita è tutt’altro che chiusa. L’associazione, difesa dall’avvocato Ignazio Impastato, aveva tentato la carta del ricorso d’urgenza al TAR della Sicilia per bloccare la revoca. Un tentativo scontratosi con un clamoroso intoppo procedurale: un ricorso depositato in forma incompleta (solo 3 pagine su 13, ndr) che aveva spinto il presidente della prima sezione, Salvatore Veneziano, a emettere un decreto di “non luogo a provvedere” sull’istanza cautelare. Mentre il Comune e l’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati (ANBSC) non si erano inizialmente costituiti in giudizio, l’esecutività del provvedimento di revoca ha spinto verso l’atto di forza odierno con lo sgombero e la messa in sicurezza dei luoghi. Mentre, per la costituzione in giudizio è notizia di qualche ora fa la decisione della giunta Davì di nominare un legale per affrontare il processo dinanzi al Tar.

La parola definitiva, tuttavia, arriverà nelle aule di giustizia: l’appuntamento cruciale è fissato per l’8 settembre 2026, data in cui il Tribunale Amministrativo Regionale si riunirà in camera di consiglio per decidere se concedere o meno la sospensiva, prima di entrare nel merito del processo di primo grado che dovrà stabilire chi, tra Telejato e il Comune di Borgetto, ha ragione. Nel frattempo, i lucchetti sono chiusi: la Villa della Legalità volta pagina, almeno per ora.