L’ipotesi di un gesto volontario nella morte della ventiduenne di Alcamo, Aurora Valenti, riporta sotto i riflettori la scuola ispettori e sovrintendenti della guardia di finanza di Coppito, già finita al centro di esposti e interrogazioni parlamentari per presunte vessazioni e gravi criticità denunciate da alcuni allievi. Mentre la Procura de L’Aquila cerca di chiarire cosa sia accaduto prima della caduta dal terzo piano, riaffiorano le segnalazioni presentate nei mesi scorsi dalla senatrice Ilaria Cucchi e rimaste, secondo la stessa parlamentare, senza risposta.
Aurora Valenti frequentava il primo anno del corso per allievi marescialli delle fiamme gialle nella prestigiosa scuola di formazione di Coppito. Nel tardo pomeriggio di venerdì è precipitata dalla finestra della stanza che occupava al terzo piano di una delle palazzine del complesso, compiendo un volo di oltre 12 metri. Immediatamente soccorsa dal personale del 118, è stata trasportata d’urgenza all’ospedale San Salvatore de L’Aquila, dove i medici l’hanno sottoposta a un delicato intervento chirurgico per i gravissimi traumi riportati alla testa e al bacino. Nonostante ogni tentativo, la giovane è morta nella notte.
Gli investigatori stanno ricostruendo gli ultimi movimenti della ragazza, ascoltando compagni di corso e personale della scuola. Al momento nessuna ipotesi viene esclusa e tra quelle al vaglio resta anche quella di un gesto volontario. L’obiettivo degli inquirenti è chiarire se vi siano elementi che possano aver preceduto la tragedia o eventuali responsabilità di altra natura.
La morte della giovane riaccende inevitabilmente l’attenzione sulle numerose segnalazioni riguardanti la scuola di Coppito. Nell’aprile 2025 la senatrice Ilaria Cucchi aveva presentato un’interrogazione parlamentare, dopo aver ricevuto diverse segnalazioni dal sindacato Finanzieri democratici. Nel documento si parlava di presunte vessazioni fisiche e psicologiche nei confronti degli allievi, privazione del sonno, docce fredde, limitazioni nell’accesso all’acqua e difficoltà nel poter curare l’igiene personale in condizioni dignitose.
La parlamentare riferiva inoltre che, nelle settimane precedenti, all’interno dell’istituto si sarebbe verificato anche un tentativo di suicidio e richiamava una denuncia per presunta violenza sessuale presentata da un’allieva. Tra le testimonianze raccolte veniva citato anche il racconto di una giovane che descriveva “regole da campo di concentramento”, denunciando il divieto di guardarsi negli occhi tra compagni e l’impossibilità di interrompere le marce per andare in bagno anche durante il ciclo mestruale.
Non si è trattato di un episodio isolato. Lo scorso 9 giugno Cucchi è tornata a rivolgersi al governo con una seconda interrogazione parlamentare, dopo aver ricevuto la segnalazione del caso di un allievo maresciallo che, secondo quanto denunciato, avrebbe accumulato ben 250 giorni di punizione in un solo anno, con il divieto di svolgere attività fisica o iniziative destinate al proprio benessere psicofisico. Nello stesso atto, la senatrice ha chiesto anche i dati ufficiali relativi alle sanzioni disciplinari e agli abbandoni registrati negli ultimi dieci anni, domandando se il governo intendesse rivedere il modello formativo adottato nella scuola alla luce del principio della dignità della persona sancito dalla Costituzione.
Dopo la morte di Aurora Valenti, la parlamentare è tornata a puntare il dito contro quello che definisce il mancato ascolto delle segnalazioni. «Quello che sappiamo, e che denunciamo da anni, è che da quella scuola sono arrivate numerose segnalazioni per fatti molto gravi – ha dichiarato -. Nessuna delle mie domande ha avuto risposta. Oggi una famiglia piange una figlia di 22 anni che non c’è più e che forse si sarebbe potuta salvare se le segnalazioni fatte avessero avuto seguito e non ci fosse stata totale indifferenza». Infine ha chiesto che venga fatta piena luce su quanto accade all’interno dell’istituto: «Pretendiamo di sapere cosa succede dentro quella scuola e lo pretendiamo in tempi rapidi».
Solo pochi giorni prima della tragedia Aurora aveva preso parte alla tradizionale cerimonia della consegna delle “Fiamme”, momento simbolico che sancisce l’ingresso ufficiale nel percorso formativo degli allievi marescialli. La sua morte ha sconvolto l’intera comunità della scuola di Coppito, dove sarebbe già stato valutato il rinvio della festa prevista per salutare gli allievi del terzo anno.


