Cronaca

Partinico, raffica di furti al cimitero «I morti senza pace»

Al cimitero di Partinico neppure il ricordo dei propri cari sembra essere al sicuro. Da mesi si susseguono le segnalazioni di furti ai danni delle tombe: spariscono vasi, fiori, lampade votive e, soprattutto, decine di portalampade alimentati da piccoli pannelli fotovoltaici. Un fenomeno che sta alimentando rabbia e amarezza tra i familiari dei defunti, costretti a fare i conti non solo con il dolore della perdita, ma anche con atti che colpiscono un luogo simbolo del rispetto e della memoria.

Secondo quanto denunciato da numerosi cittadini, i ladri prendono di mira in particolare i portalampade dotati di pannelli solari. Dietro questi furti potrebbe esserci un interesse economico ben preciso. I kit fotovoltaici, infatti, contengono componenti di valore come micro-inverter, batterie al litio e cavi in rame di alta qualità, materiali facilmente rivendibili sul mercato illecito. Non si tratterebbe quindi soltanto di semplici vandalismi, ma di episodi che potrebbero avere finalità di lucro.

Tra le testimonianze raccolte c’è quella di Alessia Sapienza. «A Partinico neanche i morti possono riposare in pace – racconta –. Nella tomba di mia madre da un paio di mesi si verificano una serie di furti. Portano via fiori, vasi, lampade e portalampade. Noi visitatori dobbiamo sopportare non solo il dolore per la perdita del nostro caro ma anche questi gesti spregevoli. Tutto questo è vergognoso. In questi gesti vedo solo grande cattiveria, perché gli oggetti rubati non hanno un valore economico. Si tratta di vandalismi o, peggio ancora, di furti davvero meschini».

Sulla vicenda interviene l’assessore ai Servizi cimiteriali, Nicola Degaetano. «Per i furti a raffica delle lampade è stata sporta denuncia ai carabinieri da parte del custode e del responsabile dei servizi cimiteriali. Purtroppo questi sono fenomeni difficili da prevenire. Gli avventori sono tanti e che ci possa essere qualcuno che si sbizzarrisca a rubare fiori o altri oggetti dalle tombe per portarli al proprio defunto è probabile. È chiaro che in questi casi ci si affida solamente alla coscienza di chi frequenta questo luogo sacro. Da circa due anni sono state montate le telecamere ai due ingressi, ma ovviamente non possono prevenire né scoraggiare tali episodi».

Le denunce presentate ai carabinieri rappresentano il primo passo per cercare di individuare i responsabili dei furti al cimitero di Partinico. Resta però il senso di indignazione di un’intera comunità che vede violato un luogo destinato al raccoglimento e al rispetto. Perché rubare tra le tombe non significa soltanto sottrarre un oggetto, ma colpire la memoria e gli affetti di chi continua a tornare al cimitero per mantenere vivo il legame con i propri cari.

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