«A Partinico abbiamo paura, servono controlli immediati sui centri di accoglienza che ospitano i migranti». È un duro atto d’accusa quello lanciato dal consigliere Giovanni Pantaleo, che ha puntato il dito contro i problemi di ordine pubblico e di degrado che, a suo dire, sarebbero legati ad alcune strutture di accoglienza presenti a Partinico. Pur votando a favore della proroga del progetto Sai, le strutture che gestiscono il sistema di accoglienza dei migranti in città, Pantaleo ha chiesto all’amministrazione comunale verifiche immediate, ispezioni della polizia municipale e un tavolo con prefettura e questura, sostenendo che il vero problema non riguardi i centri gestiti dal Comune, ma altre strutture sulle quali, secondo lui, è necessario rafforzare controlli e vigilanza.
Il dibattito è nato questa mattina in consiglio comunale durante la discussione sulla proroga del progetto Sai, finanziato dallo Stato e gestito dal Comune di Partinico. Pantaleo ha invitato l’aula a non fare confusione tra le diverse tipologie di strutture presenti sul territorio, spiegando che i Sai ordinari e le comunità per minori sono sottoposti alla gestione e ai controlli del Comune, attraverso assistenti sociali, operatori e verifiche periodiche, mentre esistono anche strutture di secondo livello, che fanno invece capo direttamente alla Prefettura e seguono un diverso sistema di gestione. Secondo il consigliere, proprio questa distinzione è fondamentale per comprendere il problema. I progetti Sai, ha ricordato, ospitano attualmente circa 115 persone, tra cui 59 minori, coinvolti in percorsi di integrazione che comprendono scuola, corsi di formazione e inserimento nel mondo del lavoro. Negli ultimi anni, ha sottolineato, diversi giovani sono stati assunti soprattutto nei comparti agricolo e alberghiero grazie ai protocolli avviati con le imprese del territorio.
Le critiche di Pantaleo si sono invece concentrate sulle altre strutture di accoglienza presenti in città che, sulla base delle informazioni da lui assunte, avrebbero un elevatissimo numero di migranti da gestire, ben 600. Durante il suo intervento ha parlato di episodi di schiamazzi, aggressioni, persone ubriache, comportamenti indecorosi durante le processioni religiose («Sono stati visti a petto nudo e ubriachi mentre passava il quadro della Madonna del Ponte» ha rivelato Pantaleo) e situazioni di disagio che, a suo dire, creano un crescente senso di insicurezza tra i residenti del centro storico. Ha inoltre ricordato il caso di una struttura di via Bari, successivamente chiusa, che era stata oggetto di diverse segnalazioni alle forze dell’ordine.
Da qui la richiesta all’amministrazione comunale di convocare un tavolo tecnico con prefettura e questura per verificare il funzionamento delle strutture, individuare i responsabili dei percorsi di integrazione e intensificare i controlli sugli immobili destinati all’accoglienza. Tra le proposte avanzate dal consigliere anche l’applicazione del decreto ministeriale del 5 luglio 1975, che stabilisce il numero massimo di persone ospitabili all’interno di un immobile in rapporto alla superficie disponibile. Secondo Pantaleo, basterebbe verificare i metri quadrati delle strutture e confrontarli con il numero degli ospiti per accertare l’eventuale presenza di situazioni non conformi alle norme.
Alla richiesta di maggiori verifiche ha risposto l’assessore alla Polizia municipale Leonardo Russo, che ha riconosciuto come il fenomeno migratorio rappresenti una questione complessa, non solo per Partinico ma per l’intero Paese. Russo ha assicurato che l’amministrazione continuerà a mettere in campo azioni sul fronte della sicurezza urbana, anche in collaborazione con le forze dell’ordine, puntando su controlli, strumenti tecnologici e campagne di sensibilizzazione. L’assessore ha inoltre riconosciuto la necessità di tutelare il decoro cittadino e il rispetto delle tradizioni locali, pur ricordando le difficoltà legate alla carenza di personale.


