Una giornata decisiva e carica di attese ha preceduto l’ultima seduta del Consiglio Comunale di Partinico. Nel pomeriggio si è tenuta un’importante commissione congiunta che ha visto seduti allo stesso tavolo i rappresentanti delle forze politiche cittadine e i vertici del Partinicoaudace, la società calcistica che ha attualmente in gestione lo stadio comunale “Giuseppe La Franca” a fronte di un canone annuo di 5.500 euro. Un incontro fortemente voluto dai capigruppo consiliari per fare chiarezza sul futuro della struttura, pur registrando assenze di peso nel panorama politico locale: se Fratelli d’Italia aveva già preannunciato la propria indisponibilità, a destare un certo stupore tra i presenti è stata la mancata partecipazione del gruppo della Lega.
Al centro del dibattito, guidato dal presidente del Consiglio Comunale Erasmo Briganò, sono finite diverse questioni cruciali, a partire dagli assetti societari. I dirigenti presenti — tra cui la presidente Katia Caravella e il vicepresidente Provenzano della neonata ASD 1959 Partinicoaudace — hanno spiegato con estrema schiettezza le ragioni giuridiche e regolamentari che hanno imposto la nascita del nuovo sodalizio. “A seguito della retrocessione dall’Eccellenza alla Promozione, le norme federali impedivano alla vecchia società di acquistare un nuovo titolo sportivo per riattivare la massima serie regionale – spiega la Presidente Katia Caravella ai microfoni di Partinicolive – Da qui la necessità di fondare una nuova entità per rilevare il titolo e presentarsi al bando di gara; successivamente, attraverso l’assistenza legale, si è proceduto allo scioglimento dell’associazione temporanea d’impresa per mantenere unicamente la società capofila“.
Il nodo centrale del confronto ha però riguardato le intenzioni sul restyling dell’impianto sportivo e il relativo impatto sulle casse comunali. La posizione dell’assise cittadina è apparsa monolitica e intransigente. Rispondendo alle indiscrezioni su un possibile impegno economico dell’ente, il presidente Briganò è stato categorico: «No, non siamo pronti assolutamente a votare una variazione di bilancio di 970 mila euro con fondi comunali, non è questo il nostro obiettivo». Per superare l’impasse, il Consiglio ha rilanciato con una proposta di “inversione” degli interventi basata sui recenti pareri dei revisori dei conti. Poiché le somme derivanti dalla compensazione e mitigazione energetica non possono essere destinate direttamente al rettangolo di gioco, il Comune si farebbe carico dell’efficientamento energetico e dell’installazione dei nuovi impianti fotovoltaici per le torri faro, sfruttando anche un finanziamento già presente. Di contro, si chiederà alla società di farsi carico dell’investimento per il nuovo manto erboso.
Sul punto della superficie di gioco si gioca la partita più complessa, ma anche quella più aperta a ogni scenario. Va sottolineato un elemento chiave emerso dal confronto: la presidente Caravella non ha opposto un “no” secco di fronte alla prospettiva che sia la società ad accollarsi interamente l’onere economico per il rifacimento del manto in erba sintetica. Allo stesso tempo, da parte della dirigenza è emersa estrema cautela nel commentare la fattibilità dell’operazione, come sintetizzato dalla posizione possibilista del vicepresidente Provenzano: «Vedremo, ne parleremo». Un’apertura non scontata che, pur senza sbilanciarsi troppo, lascia la porta spalancata a qualsiasi evoluzione. Certo, la strada si preannuncia decisamente in salita e richiederà uno sforzo finanziario importante da parte del club neroverde, ma la partita resta aperta e bisognerà attendere i prossimi giorni per capire se l’ipotesi potrà trasformarsi in realtà.
Oltre all’aspetto puramente calcistico, l’assise ha posto forte accento sulla tutela della polifunzionalità dello stadio, definito a più riprese “la casa di tutti e non solo del calcio”. Sollecitati dalle domande dei consiglieri e dalle istanze avanzate anche da forze fuori dal Consiglio come Rifondazione Comunista, i dirigenti hanno fornito ampie rassicurazioni sulla coesistenza con le società di atletica leggera e sui protocolli di sicurezza, confermando l’avvenuto adempimento relativo alle polizze assicurative, alla fideiussione e alla presenza dei dispositivi di primo soccorso come i defibrillatori. La società si è persino detta disponibile a intervenire per risolvere il problema delle radici degli alberi che hanno danneggiato alcuni tratti della pista da corsa. “Siamo ottimisti, insieme alla proprietà – spiega Provenzano – ci sono dei buoni propositi per il futuro, speriamo bene”.
Non sono mancate le polemiche a margine sui giorni che hanno preceduto la riunione, segnati da scetticismo, attacchi della stampa e critiche social verso l’opportunità di un simile confronto. Difendendo la bontà dell’iniziativa, i coniglieri hanno rivendicato l’importanza di aver finalmente aperto un canale di dialogo diretto e fluido con la dirigenza sportiva, superando le rigidità dell’amministrazione. Ora la palla passa ufficialmente al Partinicoaudace, che si è presa qualche giorno di tempo per valutare il quadro economico finale e presentare la propria controproposta.


