Alcamo raggiunge il 54% di capacità complessiva di riscossione delle entrate e registra il risultato migliore degli ultimi 6 anni, per gli evasori la vita si fa più dura. È il dato più significativo contenuto nel referto trasmesso dal Comune alla Corte dei Conti sul controllo di gestione 2025, che certifica il costante miglioramento della capacità del municipio di incassare tributi, sanzioni e altre entrate proprie. Un risultato che colloca l’ente ben al di sopra della media siciliana, ferma al 38%, e sostanzialmente in linea con quella della provincia di Trapani (54,20%), confermando una gestione finanziaria sempre più efficace. La capacità di riscossione rappresenta uno degli indicatori più importanti per misurare la salute finanziaria di un ente pubblico. L’indice considera, infatti, sia le somme riscosse nell’anno di competenza, sia quelle recuperate dai crediti accumulati negli esercizi precedenti.
Ad Alcamo il miglioramento è costante: dal 37,8% registrato nel 2020 si è passati al 40,4% nel 2021, al 42,6% nel 2022, al 48,09% nel 2023, al 49% nel 2024, fino al 54% raggiunto nel 2025. Un trend positivo che, secondo il referto, evidenzia una crescente efficacia nella trasformazione dei crediti in risorse effettivamente disponibili per il bilancio comunale. Il documento dedica un’intera sezione ai controlli sulla riscossione coattiva, introdotta dopo i rilievi formulati dalla Corte dei Conti sul rendiconto 2017. Il Consiglio comunale, in tal senso, disposto che la relazione sulla gestione contenesse uno specifico monitoraggio dell’attività di recupero dei crediti svolta dalle diverse direzioni dell’ente, ritenendo la riscossione uno strumento essenziale per prevenire squilibri finanziari e garantire maggiori risorse ai servizi pubblici. Nel corso del 2025 la polizia municipale ha emesso 7 ruoli coattivi, riguardanti prevalentemente violazioni del codice della strada e ordinanze sul rischio incendi. L’attività ha interessato centinaia di verbali, per un importo complessivo superiore ai 228 mila euro, mentre gli incassi derivanti dai riversamenti dei ruoli hanno raggiunto 88.242 euro.
Un’attività che testimonia il lavoro svolto per recuperare somme rimaste insolute e trasformarle in entrate concrete per il Comune. Rilevanti anche i numeri della riscossione tributaria. Per la Tari (tassa sui rifiuti) sono stati emessi ruoli per oltre 3,15 milioni di euro, riferiti a 6.519 posizioni, con oltre 75 mila euro già riscossi e circa 67 mila euro rateizzati. Per l’Imu, invece, i ruoli emessi ammontano a oltre 2,64 milioni di euro distribuiti su 1.323 posizioni, mentre le somme oggetto di rateizzazione superano i 135 mila euro. Dati che evidenziano la complessità dell’attività di recupero delle entrate comunali. Il referto segnala però anche alcune criticità. Gli uffici della direzione 1 non hanno trasmesso alcuna relazione sulla riscossione delle sanzioni edilizie e delle irregolarità commerciali, mentre la direzione 7 non ha inviato la documentazione relativa ai proventi della refezione scolastica. Una circostanza evidenziata nel documento che richiama l’esigenza di un monitoraggio uniforme da parte di tutti i settori dell’amministrazione. Un altro dato particolarmente significativo riguarda la riduzione dei crediti accumulati negli anni precedenti. L’indicatore, che misura il peso dei cosiddetti «vecchi crediti», scende al 42,10%, meno della metà della media regionale, pari al 102,30%, e inferiore anche al dato della provincia, fermo al 47,2%. Secondo il documento, questo miglioramento è legato sia all’accelerazione degli incassi, sia alla riduzione dei residui, favorita dall’applicazione delle norme contabili che consentono di eliminare dal bilancio i crediti ormai considerati di difficile riscossione.
Continua inoltre a diminuire la quota dei crediti che nascono e restano insoluti nello stesso esercizio. Nel 2025 l’indicatore si attesta al 31,80%, valore inferiore sia agli anni precedenti sia alle medie regionali e provinciali, segnale di una maggiore adesione spontanea dei contribuenti agli obblighi tributari. Allo stesso tempo cresce il tasso di recupero dei vecchi residui, che raggiunge il 30,70%, contro il 27,70% della provincia di Trapani e il 17,30% della Sicilia. Anche sotto questo profilo Alcamo registra il miglior risultato dell’intero periodo analizzato.
La Corte dei Conti evidenzia come tutti gli indicatori della riscossione mostrino performance superiori alle medie regionali e provinciali, confermando un progressivo rafforzamento della salute finanziaria dell’ente. Una maggiore capacità di incassare le somme dovute significa infatti disporre di più risorse per finanziare servizi, investimenti e opere pubbliche senza compromettere gli equilibri di bilancio. La sfida sarà ora consolidare questi risultati e rendere ancora più efficiente il recupero delle entrate, coinvolgendo in modo uniforme tutti gli uffici comunali chiamati a gestire la riscossione.


