La distruzione di uno più antichi presìdi storici del territorio di Partinico, la famosa torre Santa Caterina, si è conclusa in tribunale con una condanna. Una donna di 93 anni, proprietaria del terreno sul quale sorgevano i resti della torre e della chiesetta adiacente, ha definito la propria posizione con il patteggiamento davanti al giudice per le indagini preliminari. È stato deciso di infliggere una pena di un anno e sei mesi di reclusione e il pagamento di una sanzione di 1.800 euro. Al centro della vicenda c’è la scomparsa dell’antico complesso monumentale, situato nella zona di Mirto. Quello che per secoli aveva resistito al tempo, conservando almeno una parte delle sue strutture originarie, è stato cancellato nel giro di poche ore. I manufatti erano sottoposti a tutela e rientravano tra i beni di interesse storico-culturale presenti nel territorio.
Secondo quanto ricostruito durante le indagini, il crollo sarebbe avvenuto nel corso di interventi eseguiti all’interno dell’area privata. La proprietaria ha sempre sostenuto che non vi fosse alcuna volontà di abbattere il sito e che l’accaduto sarebbe stato provocato da un errore commesso durante le operazioni, affidate a una ditta incaricata di ripulire il terreno. Le condizioni, già precarie, delle strutture avrebbero poi favorito il cedimento definitivo di ciò che restava dell’antica torre e dell’edificio religioso. La difesa ha sottolineato come l’episodio sia stato il risultato di una circostanza accidentale e non di un’azione deliberata. Resta però il fatto che la normativa prevede precise tutele per i beni culturali vincolati, motivo per cui la vicenda ha avuto un rilievo penale e si è conclusa con l’accordo sulla pena. La sparizione del rudere aveva suscitato forte attenzione tra studiosi e appassionati di storia locale. Furono proprio alcuni conoscitori del patrimonio storico partinicese a segnalare l’accaduto, chiedendo verifiche sulle cause che avevano portato alla perdita del monumento.
Gli accertamenti svolti dalla polizia municipale, insieme ai tecnici comunali, avevano permesso di ricostruire la sequenza degli eventi e di individuare la particella catastale sulla quale insisteva la torre di Santa Caterina di Partinico, sottoposta a vincolo. Nel corso dei sopralluoghi erano stati inoltre rilevati accumuli di materiale da costruzione in un terreno agricolo confinante, elemento finito anch’esso all’attenzione degli investigatori. La torre di Santa Caterina faceva parte di un antico sistema di fortificazioni realizzato per il controllo della costa e la difesa del territorio, rappresentando una testimonianza storica di grande valore per la memoria locale.
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