Si aprirà il 14 settembre davanti alla Corte d’Assise di Trapani il processo per l’omicidio di Antonino Arculeo, il pensionato di 72 anni di Partinico trovato senza vita e con il corpo incendiato nelle campagne tra Alcamo e Calatafimi nel maggio 2025. Il giudice dell’udienza preliminare ha disposto il rinvio a giudizio di Gioacchino Leto, 36 anni, accusato di omicidio volontario, e di Alessio Parrino, 33 anni, che dovrà invece rispondere di “concorso anomalo”: in pratica ha partecipato ma non aveva alcuna intenzione di uccidere secondo l’accusa. Esce definitivamente dal procedimento Dario Milana, prosciolto dalle accuse.
Secondo la ricostruzione investigativa, il pensionato sarebbe stato attirato con un pretesto in una zona isolata, dove sarebbe stato ucciso durante una rapina. Gli investigatori ritengono che i due imputati fossero interessati al denaro che Arculeo aveva appena incassato dopo aver riscosso alcuni canoni di locazione nell’ambito della sua attività di intermediazione immobiliare.
Le indagini hanno ricostruito una dinamica particolarmente violenta. Prima dell’aggressione, alla vittima sarebbe stata fatta assumere, senza che ne fosse consapevole, una sostanza contenente melatonina per ridurne la capacità di reagire. Successivamente sarebbe stata colpita con numerose coltellate e, infine, il corpo sarebbe stato dato alle fiamme nel tentativo di eliminare le prove.
La svolta investigativa arrivò poche ore dopo l’omicidio, quando l’auto di Arculeo di Partinico fu coinvolta in un incidente stradale ad Alcamo. Da quell’episodio partirono gli accertamenti della polizia che, attraverso l’analisi del sistema Gps installato sul veicolo e altri riscontri, riuscì a ricostruire gli spostamenti dei sospettati.
Nel corso delle indagini Leto ammise di aver preso parte ai fatti e indicò agli investigatori il luogo in cui era stato nascosto il cadavere, pur negando di essere l’autore materiale dell’omicidio. Una versione che la Procura non ha ritenuto convincente e che sarà ora al centro del processo.


