A Carini chiuso un deposito alimentare che riforniva supermercati in tutta la Sicilia dopo il ritrovamento di topi e la distruzione di 97 tonnellate di alimenti, mentre a Cinisi un hotel è stato sanzionato per la mancata applicazione delle procedure Haccp. È il bilancio dell’operazione condotta dai carabinieri della compagnia di Carini, con il supporto dei Nas, il nucleo antisofisticazione e sanità, e dell’Asp di Palermo, che ha portato a multe per complessivi 4 mila euro. L’intervento più rilevante ha riguardato un grande magazzino alimentare di Carini, utilizzato come centro di distribuzione per tutta la Sicilia da una catena di supermercati discount. Durante le verifiche igienico-sanitarie, gli ispettori hanno riscontrato la presenza di topi all’interno dello stabilimento di Carini, una situazione ritenuta incompatibile con i requisiti di sicurezza alimentare.
Alla luce delle irregolarità emerse, è stata disposta l’immediata sospensione dell’attività e al titolare è stata contestata una sanzione amministrativa di 2 mila euro. L’azienda ha inoltre provveduto autonomamente, in regime di autotutela, alla distruzione di ben 97 tonnellate di alimenti di vario genere, ritenuti contaminati e quindi non più idonei alla commercializzazione. L’operazione rientra in una più ampia attività di controllo per verificare il rispetto delle norme igienico-sanitarie nelle attività che operano nel settore alimentare e della ristorazione.
Un secondo intervento è stato effettuato a Cinisi, dove i controlli hanno interessato una struttura ricettiva alberghiera. Anche in questo caso sono state accertate irregolarità, legate alla mancata applicazione delle procedure previste dal sistema Haccp, obbligatorie per garantire la sicurezza degli alimenti e prevenire rischi per la salute dei consumatori. In pratica non sarebbero state rispettate l’insieme di regole e controlli che ogni attività che manipola o somministra alimenti deve seguire per garantire l’igiene e la sicurezza dei cibi. Nei confronti del legale rappresentante della struttura è stata elevata una sanzione amministrativa di altri 2 mila euro.


