Partinico torna al centro dell’attenzione per la presenza sul territorio di alcuni tra i più noti esponenti della mafia locale che, dopo avere scontato le rispettive condanne, sono tornati in libertà. L’ultima scarcerazione, quella di Leonardo Vitale (nella foto a destra), figlio del boss ergastolano Vito Vitale, si aggiunge al rientro di altri storici appartenenti alla cosca e alimenta interrogativi sul futuro degli equilibri criminali della zona. A riportare oggi la notizia è il quotidiano La Repubblica, che ricostruisce il percorso giudiziario degli eredi della famiglia Vitale e il nuovo scenario che si sta delineando nel territorio partinicese. La liberazione di Leonardo Vitale arriva dopo una lunga detenzione, iniziata con l’arresto del 2010. Durante gli anni trascorsi in carcere ha seguito un percorso di studi universitari ed è stato indicato come un detenuto modello. Una volta tornato in libertà, nei suoi confronti è stata comunque applicata la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno a Partinico, misura di prevenzione che testimonia come le autorità continuino a mantenere alta l’attenzione.

Il boss ergastolano Vito Vitale
La sua scarcerazione segue quella del fratello Giovanni Vitale (nella foto al centro), già libero da alcuni anni dopo avere espiato la pena. Nello stesso contesto si inserisce anche il ritorno in libertà di Francesco Nania (a sinistra), storico esponente della famiglia mafiosa partinicese, considerato dagli investigatori il cassiere del clan e arrestato nel 2008 negli Stati Uniti, dove si era rifugiato durante la latitanza. Il ritorno sul territorio di figure così conosciute si somma alla presenza di altri boss e appartenenti a famiglie mafiose che hanno concluso da tempo il proprio percorso detentivo. Una situazione che, inevitabilmente secondo La Repubblica, richiama l’attenzione delle forze dell’ordine e degli investigatori, chiamati a monitorare un contesto storicamente segnato dalla presenza di Cosa nostra.
Negli ultimi mesi Partinico è stata interessata anche da una serie di episodi incendiari e da un’intensificazione dell’attività di spaccio di sostanze stupefacenti, fenomeni che contribuiscono ad alimentare un clima di preoccupazione tra i cittadini. Sebbene non vi siano elementi giudiziari che colleghino tali episodi ai soggetti recentemente tornati in libertà, il contemporaneo rientro di diversi storici esponenti della mafia rappresenta un elemento che gli investigatori osservano con particolare attenzione su Partinico. La famiglia Vitale, nota come quella dei “Fardazza”, ha rappresentato per anni uno dei gruppi mafiosi più influenti del comprensorio partinicese, protagonista della stagione di sangue degli anni Novanta e alleata dei Corleonesi. Oggi quella stagione appartiene al passato sul piano giudiziario, ma il ritorno in libertà di alcuni dei suoi protagonisti riporta inevitabilmente l’attenzione sulla necessità di mantenere alta la vigilanza in un territorio che ha già pagato un prezzo altissimo alla criminalità organizzata.


