La decisione del consiglio

Carini, via la bandiera della Palestina “Meglio quella della pace”

A Carini la bandiera della Palestina lascia spazio a quella della pace. Il Consiglio comunale ha approvato la proposta che prevede l’esposizione del vessillo multicolore all’ingresso della città, sulla rotatoria intitolata a Padre Pino Puglisi. Una scelta dal forte valore simbolico che, inevitabilmente, riapre anche il dibattito sulla decisione di rimuovere la bandiera palestinese esposta da quasi un anno sulla facciata del palazzo comunale. A spiegare le ragioni della scelta è il consigliere comunale Luca Tantino, tra i firmatari della mozione insieme ai colleghi d’aula Claudio Armetta e Giuseppe Cilluffo. «È un gesto certamente simbolico, ma dal profondo valore concettuale e civile: sotto il vessillo multicolore della pace ci riconosciamo davvero tutti, senza distinzioni di parte», sottolinea Tantino.

La nuova bandiera vuole rappresentare, nelle intenzioni dei promotori, un messaggio universale, soprattutto in una fase internazionale segnata da guerre e tensioni. «La nostra comunità sceglie di lanciare un messaggio chiaro, positivo e di speranza, auspicando la cessazione di ogni forma di conflitto nel mondo», afferma il consigliere. La sostituzione della bandiera palestinese viene motivata invece con la necessità di rispettare le regole sull’esposizione dei vessilli nelle sedi istituzionali. Tantino richiama anche la particolare posizione internazionale della Palestina, sottolineando che non è uno Stato membro a pieno titolo delle Nazioni Unite, ma ha lo status di Stato osservatore non membro.

Una scelta che, secondo il consigliere, non vuole essere letta come una presa di posizione contro la popolazione palestinese, ma come l’affermazione di principi ritenuti più ampi e condivisibili. «Scegliere la bandiera della pace – specifica Tantino – significa riaffermare con forza e serenità i valori fondamentali su cui si fonda la nostra società: la laicità delle istituzioni, la democrazia e la tutela dei diritti umani e individuali». Nel suo intervento il consigliere ha posto inoltre l’accento sulle libertà individuali e sulla condizione delle donne, esprimendo una netta contrarietà verso «ogni regime teocratico o autoritario» che, a suo giudizio, limita i diritti fondamentali. L’obiettivo dichiarato è quindi quello di trasformare l’ingresso di Carini in un punto simbolico capace di parlare a tutti: «Vogliamo che chiunque entri a Carini – conclude Tantino – si senta accolto da un simbolo universale di dialogo, rispetto reciproco, libertà e convivenza civile». Un messaggio di pace che arriva proprio mentre la rimozione della bandiera palestinese è destinata a suscitare discussioni e reazioni anche sul piano politico e cittadino.