Le condotte del comprensorio dello Jato, che distribuiscono per l’agricoltura l’acqua proveniente dalla diga Jato di Partinico, mostrano ogni giorno di più i segni del tempo. A fotografare una situazione fatta di continue rotture e interventi è il dato fornito dagli operatori del Consorzio di Bonifica 2 Palermo: in poco più di due mesi sono state effettuate circa 400 riparazioni, dalle reti terziarie alle secondarie, fino ad alcuni interventi sulle condotte principali. Un numero che racconta meglio di qualsiasi polemica le difficoltà con cui viene gestita una rete irrigua ormai datata. Gli impianti, infatti, risalgono ai primi anni Settanta e sono realizzati in cemento-amianto. Una infrastruttura che, con il passare dei decenni, richiede interventi sempre più frequenti e che rende particolarmente complessa qualsiasi opera di manutenzione o sostituzione.
Il risultato è una continua corsa contro il tempo: si ripara una perdita e, poco dopo, se ne presenta un’altra. La situazione è tornata al centro delle polemiche sull’erogazione dell’acqua agli agricoltori di Partinico e dintorni. Il Partito Democratico ha denunciato disservizi e ritardi, sostenendo che le continue perdite lungo la condotta principale stiano mettendo in difficoltà colture e agrumeti e chiedendo maggiore programmazione e comunicazione nei confronti degli utenti. «L’erogazione non sempre viene effettuata, con la motivazione della presenza di perdite lungo la condotta principale – si legge nel documento del Pd di Partinico -. La riparazione delle perdite doveva essere affidata a delle ditte esterne per garantire anche la distribuzione in zone che da tempo non sono più servite, come i canali Badìa, Spadafora e altri, ma di queste ditte non si ha alcuna notizia. Così si stanno compromettendo tante colture e gli agrumeti sono in sofferenza, mettendo in serio pericolo la già traballante economia che si basa sull’agricoltura. Si sta pagando l’assenza di programmazione promessa dall’assessorato regionale e dallo stesso Consorzio, che a questo punto dell’estate risulta gravemente compromessa da ritardi e inadempienze».
Dal Consorzio, però, arriva una ricostruzione diversa su alcuni aspetti. L’erogazione nei lotti a gravità, viene spiegato, avviene regolarmente dal lunedì al venerdì fino alle 14, mentre eventuali anticipazioni della chiusura possono essere necessarie proprio per consentire alle squadre di effettuare le riparazioni. Resta invece il problema delle reti non ancora pienamente funzionanti. Spadafora risulta operativo solo in parte (circa l’80% è funzionante), mentre Badia non è ancora attivo, anche a causa delle procedure burocratiche necessarie per affidare i lavori a ditte esterne, cosa che richiede dei tempi burocratici ben precisi. Il dato delle 400 riparazioni, dunque, accende i riflettori soprattutto sulla fragilità di una rete che serve un comparto agricolo fondamentale per l’economia del territorio. La questione non è soltanto garantire l’acqua oggi, ma capire come affrontare definitivamente il problema di infrastrutture che, dopo oltre mezzo secolo, continuano a richiedere interventi quotidiani.


