Il Comune di Partinico non ha ancora rilasciato la documentazione richiesta dal circolo “Peppino Impastato” di Rifondazione Comunista sugli atti relativi all’Aua, l’autorizzazione unica ambientale della distilleria Bertolino che permette gli scarichi in atmosfera e nel suolo. I documenti, secondo quanto spiegato dal sindaco Pietro Rao, non sono stati consegnati perché si è in attesa del nulla osta del legale che sta seguendo il Comune nel contenzioso in corso. La vicenda nasce dall’istanza di accesso civico presentata dal partito della falce e martello lo scorso 20 luglio. La richiesta riguarda tutti gli atti conseguenti all’Aua che imponeva alla distilleria una serie di prescrizioni sulle emissioni odorigene e sui parametri degli scarichi liquidi. Gli interventi previsti avrebbero dovuto essere completati entro tre anni, quindi entro ottobre 2023.
Secondo Rifondazione Comunista, però, trascorsi i 30 giorni previsti per la risposta, il Comune non avrebbe fornito la documentazione richiesta, né comunicato un eventuale diniego o un differimento dell’accesso. Da qui la diffida presentata dal circolo “Peppino Impastato”, che chiede all’amministrazione comunale di rendere disponibili gli atti e di dimostrare quali controlli siano stati effettuati e quali iniziative siano state adottate per verificare il rispetto delle prescrizioni ambientali. Il partito richiama, inoltre, l’attenzione sugli impegni più volte annunciati dall’amministrazione comunale sul tema della distilleria di Partinico, ricordando anche il precedente lavoro svolto dalla commissione straordinaria prefettizia e le vicende giudiziarie legate alla legittimità delle prescrizioni ambientali imposte all’impianto.
Il sindaco Pietro Rao, dal canto suo, chiarisce la posizione dell’amministrazione. «Abbiamo un contenzioso e quindi sarà l’avvocato a stabilire se possiamo dare la documentazione», spiega. Alcuni degli atti richiesti, secondo il primo cittadino, potrebbero infatti avere un valore giuridico e non essere divulgabili. «Il mancato rilascio dei documenti richiesti non dipende dagli uffici – precisa Rao – ma dal legale, che valuterà quali atti divulgare per motivi di opportunità». La questione resta quindi aperta e al centro del confronto politico cittadino. Rifondazione Comunista ha già annunciato che, in caso di ulteriore silenzio dell’amministrazione, presenterà un’istanza di riesame al responsabile della Prevenzione della corruzione e della trasparenza, riservandosi inoltre di rivolgersi al Tar e agli organi di vigilanza competenti. Ora si attende il parere del legale che segue il Comune nel contenzioso, dal quale dipenderà il possibile rilascio della documentazione richiesta.


