Il caro energia diventa un macigno anche per gli enti locali, anche per il Comune di Alcamo costretto a correre ai ripari nel rivedere i propri conti rispetto alla previsione di bilancio del 2026, approvata nel dicembre dello scorso anno. E l’impennata dei prezzi energetici si paga a caro prezzo. Ben 250 mila euro in più, per garantire il funzionamento di uffici e servizi. Per l’esattezza ci sono oltre 230 mila euro di maggiore spesa per l’energia elettrica destinata agli uffici e ai servizi comunali. E poi ci sono altre 20 mila euro per il pagamento del gas. Sono i dati più significativi che emergono dal report sul controllo di gestione, appena approvato dalla giunta e che riguarda il primo semestre di quest’anno.
Un monitoraggio costruito sulla base delle informazioni raccolte da tutti gli uffici comunali ed elaborate dalla Direzione 5, competente per il ciclo della Programmazione e guidata dalla dirigente Tiziana Vinci. Il documento, predisposto nell’ambito delle attività previste dal regolamento sui controlli interni approvato dal Consiglio comunale, fotografa l’andamento della spesa e le relative proiezioni per alcuni dei principali servizi: energia elettrica, gas, carburante, telefonia e connettività, solo per citare alcuni esempi. Sul fronte dell’energia elettrica, il dato che attira maggiormente l’attenzione riguarda le forniture destinate agli uffici e ai servizi comunali.
La spesa prospettica risulta, infatti, superiore alle somme inizialmente previste, tanto da rendere necessaria una variazione di bilancio di 230.299,03 euro. Nel report si evidenzia che la richiesta di variazione era stata trasmessa dalla Direzione competente con nota del maggio scorso. Situazione diversa, invece, per l’illuminazione pubblica, la cui spesa viene indicata come sostanzialmente in linea con le previsioni di bilancio. Il Comune sta inoltre procedendo alla revisione del Pte, il piano triennale energetico, con l’obiettivo di recepire le variazioni intervenute e rimodulare gli interventi di efficientamento energetico, anche attraverso il conseguente conguaglio dei canoni.
Un altro elemento emerge dall’analisi della spesa per gas e carburante. Per il gas, la spesa prospettica risulta superiore alle previsioni e la Direzione 4 ha già richiesto una variazione di bilancio pari a 20 mila euro. Per il carburante, invece, il quadro appare più stabile: la previsione di spesa risulta «in linea con le previsioni di bilancio». Il controllo di gestione assume così il valore di una vera e propria fotografia finanziaria a metà anno, utile a individuare tempestivamente gli scostamenti e ad adottare le necessarie correzioni. L’attività della Direzione 5 consente di mettere a sistema i dati provenienti dalle diverse strutture comunali e trasformarli in uno strumento di programmazione. Il report non rappresenta quindi soltanto un bilancio dell’esistente, ma un elemento di allerta e programmazione, soprattutto in quei settori nei quali l’aumento dei costi rischia di incidere sulle previsioni dell’intero esercizio 2026.


