Gli strali dalle pagine social

Borgetto, la figlia del boss Frank Rappa contro giudici e giornalisti

Torna a far discutere il nome di Francesco “Frank” Rappa, 84 anni, figura storica della mafia di Borgetto. A riaccendere i riflettori sulla vicenda è il giornalista di Repubblica Salvo Palazzolo, che in un servizio video prende posizione dopo alcune dichiarazioni pubblicate sulle pagine social di Partinicolive dalla figlia di Rappa, intervenuta per difendere il padre e criticare il lavoro di magistrati e giornalisti. La donna, commentando una notizia, che la nostra testata aveva ripreso da Repubblica, relativa alla scarcerazione di alcuni esponenti mafiosi della zona, ha scritto: «Si accaniscono sempre sugli stessi, se sono colpevoli o innocenti a loro non interessa». In un altro passaggio avrebbe inoltre invitato a essere «un po’ timorati di Dio» nel raccontare determinate vicende. Parole alle quali Salvo Palazzolo dedica una parte significativa del suo servizio. Il giornalista sottolinea innanzitutto il diritto di una figlia a difendere il proprio padre, ma contesta duramente quello che considera un attacco rivolto a giudici, giornalisti e antimafia.

«Io penso che una figlia abbia tutto il diritto di difendere il padre, anche se è un incallito mafioso, – afferma Palazzolo -. Però, se quella figlia inizia ad attaccare i giudici, i giornalisti e l’antimafia, allora sorge qualche problema». Nel servizio viene quindi ricostruita la storia di Rappa, che secondo Palazzolo negli anni Settanta avrebbe avuto un ruolo nella criminalità mafiosa tra la Sicilia e New York. Il giornalista ricorda anche che sul suo conto indagò l’allora capo della Squadra Mobile di Palermo Boris Giuliano. Rappa, oggi agli arresti domiciliari a Borgetto, è stato arrestato nuovamente nel 2023 insieme al figlio Vito Gabriele, secondo quanto riferito da Palazzolo. Il figlio si era trasferito negli Stati Uniti. Nel servizio viene citato anche Francesco Nania, indicato come cognato della figlia di Rappa e descritto da Palazzolo come altro esponente mafioso sottoposto agli arresti domiciliari.

È proprio il riferimento al timore di Dio a spingere il giornalista a richiamare le parole pronunciate da Papa Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi, quando il Pontefice lanciò il suo celebre appello contro la mafia e invitò i mafiosi a convertirsi. «Ha ragione la signora Rappa, ci vorrebbero più preghiere», afferma Palazzolo, ribaltando però il destinatario dell’appello. «Ma non per i giudici e i giornalisti, piuttosto per i mafiosi di Borgetto e di Partinico». Il servizio si chiude con un messaggio diretto: «Lo dico ai responsabili: convertitevi! Una volta verrà il giudizio di Dio».