La giunta si oppone alla decisione

Borgetto, «no al sequestro del depuratore», incaricato un legale

A due giorni dal sequestro preventivo del depuratore il Comune di Borgetto passa al contrattacco. Con propria delibera la giunta ha autorizzato la costituzione in giudizio per opporsi al sequestro preventivo dell’impianto e ha affidato la difesa dell’ente all’avvocato Salvatore Casarrubia, del foro di Palermo. La decisione arriva sulla base del provvedimento disposto dalla Procura, a seguito degli accertamenti effettuati nell’impianto, durante i quali sarebbero emerse criticità nella gestione degli scarichi, delle acque reflue e dei rifiuti, oltre a carenze nella documentazione. La giunta, nella nuova deliberazione, prende atto formalmente del sequestro comunicato al Comune il 24 agosto e considera necessario avviare un’azione giudiziaria per ottenere il riesame del provvedimento e puntare alla restituzione dell’impianto.

L’amministrazione comunale ha deciso di rivolgersi alla magistratura per chiedere il riesame del sequestro preventivo. Nella delibera il Comune sostiene che il blocco, o anche una limitazione del funzionamento del depuratore, comporterebbe un «grave ed imminente rischio» per la salute pubblica, per la continuità del servizio e per l’ambiente. Proprio per queste ragioni la giunta ritiene necessario intervenire con urgenza per tutelare gli interessi dell’ente e assicurare la prosecuzione del servizio di depurazione. L’obiettivo indicato nell’atto è dunque chiaro: ottenere il dissequestro e la restituzione dell’impianto, così da garantire il normale funzionamento del servizio.

La deliberazione autorizza, quindi, formalmente la costituzione in giudizio del Comune e demanda agli uffici competenti tutti gli adempimenti necessari, compresa la predisposizione e sottoscrizione del disciplinare d’incarico, l’impegno di spesa e la procura alle liti che sarà sottoscritta dal sindaco. La delibera non entra invece nel merito delle contestazioni che hanno portato al sequestro e non contiene valutazioni definitive sulle eventuali responsabilità. L’atto si concentra sulla necessità, per il Comune, di tutelare i propri interessi davanti all’autorità giudiziaria e di chiedere il riesame del provvedimento.

La nuova iniziativa giudiziaria si inserisce quindi in una vicenda che, come già raccontato ieri, riguarda la gestione e il funzionamento del depuratore comunale di Borgetto. Restano sul tavolo le criticità emerse durante i controlli e gli accertamenti dell’autorità giudiziaria, mentre sul fronte amministrativo il Comune ha ora scelto di affidare la questione a un legale e di chiedere formalmente il riesame del sequestro. La partita, dunque, si sposta anche nelle aule giudiziarie: il Comune di Borgetto non intende subire passivamente il sequestro del proprio depuratore e tenta la strada dell’opposizione per ottenere la restituzione dell’impianto. Sarà ora l’autorità giudiziaria a valutare la richiesta dell’amministrazione.