I Servizi sociali del Comune di Partinico intervengono dopo l’eclatante caso dell’uomo che ha tentato di farsi saltare in aria con del gas nella propria abitazione di via Roma. «Questa persona non potrà vivere sola»: è la posizione del vicesindaco e assessore ai Servizi sociali Tea Speciale (nella foto) all’indomani dell’episodio avvenuto. Un quarantenne ha rischiato di far esplodere la propria casa dopo aver aperto una bombola di gas e minacciato di appiccare il fuoco.
A distanza di un paio di giorni dall’intervento di carabinieri, polizia e vigili del fuoco, il caso assume quindi anche una dimensione sociale e sanitaria. L’assessore Speciale chiarisce infatti che l’uomo, prima di quanto accaduto, «non era conosciuto ai servizi sociali» e non era mai stato preso in carico. Una situazione che, secondo il Comune, rende ancora più necessario costruire adesso attorno a lui una rete di assistenza.
Il quarantenne, in forte stato di alterazione, era stato trovato barricato in casa con la valvola della bombola aperta e un accendino in mano. L’allarme era scattato dopo che i residenti avevano avvertito un forte odore di gas. Gli operatori, riuscendo a guardare all’interno dell’abitazione da una finestra, avevano visto l’uomo sul letto con l’accendino. È quindi scattato il blitz, con agenti e militari che sono riusciti a immobilizzarlo prima che potesse dare fuoco al gas. I vigili del fuoco hanno successivamente messo in sicurezza la bombola e l’appartamento.
L’uomo è stato affidato al 118 e trasferito all’ospedale Civico, dove è rimasto in attesa di una valutazione psichiatrica. Non ha riportato conseguenze fisiche gravi. Ma è soprattutto ciò che è emerso dopo l’intervento delle forze dell’ordine a preoccupare i servizi sociali. Secondo quanto riferito dal fratello, la situazione dell’uomo sarebbe peggiorata anche a causa dell’assenza del padre, attualmente ricoverato in una struttura sanitaria. L’assessore parla inoltre di una forte dipendenza dall’alcol e di un rapporto problematico con il telefono e i social.
Proprio la sottrazione del cellulare da parte del fratello avrebbe fatto scattare la reazione. «Era più un atto dimostrativo – spiega Speciale – quello di voler dare fuoco alla casa se in cambio non gli davano il cellulare». Dopo l’episodio, il fratello si è rivolto per la prima volta ai servizi sociali. Il Comune ha quindi avviato i primi contatti con le strutture sanitarie: «Abbiamo già avuto contatti con l’ospedale, con la salute mentale e con il Sert di Montelepre», riferisce Tea Speciale. Tra le ipotesi al vaglio c’è anche l’inserimento in una struttura specializzata per persone con doppia diagnosi, in grado cioè di affrontare contemporaneamente problematiche psichiatriche e dipendenze.
Per Speciale, dunque, l’intervento dei servizi sociali di Partinico non può esaurirsi con la gestione dell’emergenza. Il Comune intende seguire anche la fase successiva, perché dietro quanto accaduto emergerebbe una condizione di profonda fragilità. «Non potrà vivere sola», ribadisce l’assessore, sottolineando come alla situazione psichiatrica e alla dipendenza dall’alcol si aggiungano solitudine e abbandono sociale. Parole che aprono ora un nuovo fronte: dopo l’emergenza e il rischio di una tragedia, l’obiettivo è evitare che l’uomo venga lasciato nuovamente solo e costruire intorno a lui un percorso di assistenza stabile.


