Le reazioni

Partinico, la rissa sfiorata in consiglio “Grave e inaccettabile”

È il giorno dopo la seduta del Consiglio comunale e a Partinico continuano a far discutere i momenti di forte tensione che hanno portato alla sospensione dei lavori per una rissa quasi sfiorata tra il sindaco Pietro Rao e il consigliere di opposizione Toti Comito. A prendere posizione sono diversi consiglieri comunali, che condannano quanto accaduto e chiedono a tutte le parti di recuperare senso di responsabilità e rispetto del ruolo istituzionale. «Il Consiglio comunale non può diventare un’arena e la politica non può trasformarsi in uno scontro personale», affermano Giuseppe Rubino, Mariella Graziano, Calogero Amoroso, Giovanni De Simone, Mauro Lo Baido e Gloria Centineo.

Nel loro comunicato i sei consiglieri prendono le distanze da qualsiasi forma di violenza, fisica o verbale, e parlano di un confronto politico degenerato in «parole, atteggiamenti e gesti assolutamente incompatibili» con il ruolo ricoperto. «La nostra solidarietà va ai cittadini che oggi hanno dovuto assistere a questo teatrino, a questo spettacolo indecoroso», scrivono. Durissima anche la reazione di Rifondazione Comunista, che parla di una sede istituzionale trasformata in un «ring» e accusa il sindaco di essere arrivato anche allo scontro fisico. Parole che aggiungono ulteriore peso politico a una vicenda che riporta in primo piano il clima sempre più teso all’interno dell’aula consiliare.

La tensione, nella seduta del consiglio di Partinico di ieri, era esplosa durante un acceso confronto tra il sindaco Pietro Rao e il consigliere di opposizione Toti Comito. Rao aveva contestato la diffusione di interventi che, secondo il primo cittadino, sarebbero stati falsi o distorti, arrivando a lasciare intendere la possibilità di ricorrere, qualora ne fossero ravvisati i presupposti, anche a denunce per diffamazione. La risposta di Comito ha fatto salire ulteriormente la tensione. Il consigliere, in sostanza, ha detto di non preoccuparsi delle eventuali conseguenze, utilizzando un’espressione esplicita e volgare riferita all’autoerotismo. A quel punto il sindaco si è avvicinato al banco di Comito e i due sono arrivati a pochi centimetri dal contatto fisico, prima che la situazione venisse fermata.

Un atteggiamento, da parte di entrambi, non consono per chi rappresenta le istituzioni. Un esempio terribile proprio nel giorno in cui il consiglio stava discutendo delle continue risse in centro storico e della necessità di un potenziamento della sicurezza urbana.
Il presidente del Consiglio Erasmo Briganò è stato quindi costretto a sospendere la seduta, sottolineando come il clima in aula sia ormai diventato insopportabile. Lo scontro tra Rao e Comito, del resto, non è nuovo. Dall’inizio della legislatura i due si sono confrontati duramente su diversi temi. Comito continua a denunciare quelle che ritiene irregolarità negli atti amministrativi e atteggiamenti poco istituzionali da parte dell’Amministrazione. Rao, dal canto suo, respinge le accuse e sostiene che le vicende vengano esasperate e ingigantite, contribuendo ad alimentare tensioni e ad «avvelenare i pozzi».