Stop alla mala movida a Terrasini, il Comune alza il livello dei controlli e mette un freno a alcol, schiamazzi, rifiuti e comportamenti che, soprattutto nelle ore notturne, stanno alimentando il disagio e il senso di insicurezza tra residenti e cittadini. Con un’ordinanza urgente, firmata dal sindaco Giosuè Maniaci, vengono introdotte nuove regole valide sino al 10 settembre in tutto il territorio comunale. Il provvedimento nasce dalla necessità di contrastare i problemi di sicurezza urbana legati al fenomeno della movida e, in particolare, a quello che l’amministrazione definisce il consumo incontrollato di alcolici.
L’ordinanza richiama gli episodi di ubriachezza, gli schiamazzi, l’abbandono di bottiglie e contenitori e l’utilizzo improprio degli spazi pubblici. La stretta sulla mala movida a Terrasini più significativa riguarda la vendita e il consumo di bevande. Dalle 23 alle 6 è vietata la vendita per asporto di bevande alcoliche e superalcoliche e di bevande in contenitori di vetro e latta. Restano consentite le consumazioni al tavolo nelle aree autorizzate, mentre la somministrazione di alcolici ai tavoli è consentita fino alle 2 di notte. Nella stessa fascia oraria è vietato consumare alcolici nei luoghi pubblici o aperti al pubblico al di fuori dei locali autorizzati e delle aree in concessione.
Vietato anche trasportare o detenere, in luoghi pubblici, bevande alcoliche destinate a quel tipo di consumo. Regole precise anche per la musica. I locali potranno continuare a organizzare intrattenimenti, Dj set, karaoke e spettacoli nel rispetto delle norme vigenti. Nelle zone di piazza Duomo e Titì Consiglio, e nelle vie Benedetto Saputo, Madonia, Duomo, Giuseppe Di Stefano, e Vito Di Stefano gli esercizi dovranno chiudere alle 3 e riaprire non prima delle 5.
Il Comune richiama inoltre gli esercenti alla responsabilità sulla pulizia degli spazi davanti ai locali e nelle aree concesse, mentre sono espressamente vietati abbandono di rifiuti, schiamazzi, grida notturne e imbrattamenti. Stabilite anche le sanzioni in caso di accertate violazioni: si va da un minimo di 25 euro a un massimo di 5.000 euro. In caso di reiterate violazioni da parte di un’attività commerciale, può essere disposta anche la sospensione fino a 15 giorni.


