Niente sospensiva

Borgetto, il Tar ha deciso, Telejato non torna nel bene confiscato

Il bene confiscato alla mafia di contrada Sant’Annunziata di Borgetto non tornerà nelle mani dell’emittente televisiva Telejato, almeno per il momento. Così ha stabilito in un’ordinanza il Tar che ha respinto la richiesta cautelare, presentata dall’associazione Telejato Ets, contro la revoca dell’assegnazione dell’immobile. Per il momento, dunque, il provvedimento del Comune resta efficace e l’associazione non può rientrare nell’immobile, sgomberato già dallo scorso 23 luglio. La vicenda riguarda un immobile composto da un villino e da un garage che il Comune di Borgetto aveva assegnato all’associazione Telejato Ets nel 2025, attraverso una convenzione. L’assegnazione era legata a un progetto preciso, denominato “Scuola di giornalismo e documentazione del fenomeno mafioso”, che rappresentava la finalità principale per la quale il bene era stato concesso.

Successivamente il Comune aveva avviato il procedimento per revocare l’assegnazione, in seguito ad un’inchiesta giornalistica svolta dal direttore della nostra testata, Daniele Viola, il quale aveva scoperto numerose irregolarità. Il municipio, di conseguenza, ha avviato le verifiche contestando effettivamente all’associazione il mancato rispetto di alcuni obblighi previsti dalla convenzione. Dopo aver ricevuto e valutato le controdeduzioni presentate da Telejato Ets, l’amministrazione aveva confermato la propria decisione. L’associazione ha quindi deciso di rivolgersi al tribunale amministrativo regionale, chiedendo anche la sospensione immediata della revoca. Il collegio del Tar, riunito in camera di consiglio, ha però ritenuto che le motivazioni contenute nel provvedimento del Comune fossero sufficientemente dettagliate. Secondo i giudici, vengono indicati diversi possibili profili di violazione degli obblighi previsti per chi aveva ottenuto l’assegnazione del bene. Soprattutto, il tribunale ha sottolineato che l’immobile avrebbe dovuto essere utilizzato prioritariamente per realizzare il progetto per il quale era stato concesso.

L’associazione aveva sostenuto anche il rischio di un danno alla propria immagine e aveva richiamato il valore dell’attività giornalistica svolta nel bene come presidio antimafia. Il Tar, tuttavia, ha ritenuto questi elementi non sufficienti a superare la questione centrale: la mancata destinazione dell’immobile allo scopo prioritario previsto dall’assegnazione. Per questo motivo, i giudici hanno respinto la richiesta cautelare e compensato le spese della fase del giudizio. La decisione non chiude necessariamente l’intera controversia nel merito, ma rappresenta un passaggio importante: la revoca dell’assegnazione, allo stato attuale, non viene sospesa.

Questa mattina, attraverso i suoi canali social, Pino Maniaci, gestore di fatto dell’emittente Telejato, ha replicato: «La Villa della Legalità è stata immolata sull’altare di torbide e oscure trattative per mantenere in piedi la maggioranza di governo di Borgetto (Maniaci sostiene che alcuni esponenti politici si sono voluti vendicare per le inchieste da lui realizzate nei loro confronti, ndr). Il Tar ha respinto il nostro ricorso, sostenendo che la scuola di giornalismo non si sarebbe svolta. Noi contestiamo questa ricostruzione e abbiamo dato mandato ai nostri legali di impugnare la decisione. La Villa è stata realizzata con amore e passione come simbolo della lotta alla mafia e siamo pronti a difenderla fino in fondo».