I dubbi del consiglio

Partinico, ecco la stagione delle inaugurazioni «Ora aprite le opere»

Quasi 200 milioni di euro di  opere pubbliche da realizzare inserite nel piano triennale del Comune di Partinico e una lunga lista di interventi che, tra settembre e ottobre, dovrebbero essere completati. Ma proprio sulla gestione futura di questo patrimonio si concentra l’attenzione del consigliere comunale di opposizione Mauro Lo Baido, intervenuto in aula durante la discussione e la votazione degli emendamenti al piano. Lo Baido ha innanzitutto evidenziato come l’atto sia arrivato in Consiglio senza il parere della commissione, a causa della mancanza del numero legale nelle ultime sedute. Un passaggio sul quale ha richiamato tutti al senso di responsabilità, sottolineando però anche la disponibilità dimostrata dagli uffici comunali e dall’architetto Massimiliano Evola, responsabile dei Lavori pubblici, durante il lavoro della commissione.

Il dato economico del piano è imponente: circa 200 milioni di euro di investimenti, ai quali si aggiungono circa 17 milioni di euro per il piano dei beni e dei servizi. «Una stagione di importanti investimenti», ha osservato Lo Baido, ricordando però che una parte consistente delle opere deriva dal Pnrr e dal lavoro avviato dalla commissione straordinaria prefettizia (in carica prima dell’avvento dell’attuale sindaco Pietro Rao)  e proseguito dagli uffici comunali. Il consigliere ha quindi acceso i riflettori sui tempi di realizzazione e, soprattutto, sulla fase che separa la conclusione dei lavori dalla concreta restituzione delle strutture ai cittadini. «Il collo di bottiglia che si viene a creare tra la fase progettuale e la realizzazione delle opere» rappresenta, secondo Lo Baido, un elemento di preoccupazione. In diversi casi i lavori sono infatti conclusi, ma le strutture restano inutilizzabili per allacci elettrici, idrici o altri adempimenti.

Tra le opere citate figurano l’autostazione di viale della Regione, i cui lavori sono conclusi e collaudati, l’area verde attrezzata di via Petrocelli, la riqualificazione dell’area tra via Donizetti e via Ungaretti, il centro socioculturale di Palazzo Rami, oltre a diversi beni confiscati alla mafia. Per molte di queste la riconsegna è prevista entro il 30 settembre, mentre per i beni confiscati di contrada Campo e contrada Albachiara la previsione è per il 31 ottobre. Anche il nuovo asilo nido risulta con i lavori conclusi il 31 agosto ed è in fase di accatastamento e collaudo. Ed è proprio qui che arriva la principale richiesta politica all’amministrazione. «Ciò che dovrebbe preoccupare questo Consiglio comunale è qual è l’intendimento di questa amministrazione sull’affidamento e sulla gestione di questi beni», ha precisato Lo Baido, chiedendo criteri «chiari» e trasparenti per le future assegnazioni. Il consigliere ha richiamato anche i casi dello stadio comunale e del chiosco di piazza Verdi, contestando la chiarezza dei criteri utilizzati.

«Non ci vorremmo ritrovare ad avere criteri di affidamento sconosciuti», ha detto, invitando l’amministrazione a coinvolgere il Consiglio nelle scelte. Infine, Lo Baido ha chiesto maggiore chiarezza anche sulle numerose opere inserite nel piano ma ancora prive di copertura finanziaria, auspicando che possano essere intercettati nuovi bandi e che gli eventuali investimenti siano coordinati con Dup e bilancio comunale.