La nuova cerimonia

Partinico, nel nome di Gino Scasso e il giallo della targa scomparsa

È tornata al suo posto a Partinico la targa dedicata a Gino Scasso, l’ambientalista conosciuto da molti come “l’uomo che piantava gli alberi”. Era stata collocata su un albero all’interno di Villa Borsellino, ma nel tempo era scomparsa. Oggi pomeriggio, grazie all’iniziativa dell’Unac, l’Unione nazionale arma carabinieri, e dell’associazione ambientalista Il Patto per la Salute e l’Ambiente, fondata dallo storico ambientalista Nino Amato, la memoria di Scasso è stata nuovamente restituita alla città.

Un gesto semplice, ma dal forte valore simbolico, in un luogo che negli ultimi tempi è stato recuperato e reso nuovamente fruibile. “Ricordarlo oggi mi pare una cosa giusta e doverosa”, ha detto il sindaco Pietro Rao, sottolineando l’importanza di conoscere la storia di chi ha dedicato la propria vita alla difesa del territorio. “Giusto che ognuno sappia e magari si chieda chi era Gino Scasso, quello per cui ha lottato tutta la vita e non si è mai risparmiato in termini ambientalisti”.

Scasso, morto improvvisamente nel 2014 all’età di 67 anni, aveva iniziato il suo impegno politico già negli anni Sessanta, anche al fianco di Peppino Impastato. Negli anni successivi fu consigliere comunale, consigliere provinciale con i Verdi, vicesindaco e assessore all’Urbanistica nella giunta guidata da Gigia Cannizzo. Tra le sue battaglie più note ci fu anche la revoca delle concessioni edilizie alla distilleria Bertolino, diventata uno dei simboli del suo impegno per la tutela dell’ambiente.
“Credo fortemente che la memoria vada alimentata”, ha detto l’assessore al Verde Sergio Bonnì, ricordando insieme a Scasso anche Nino Amato e Piero Ciravolo. “Personaggi come Gino Scasso, Nino Amato e Piero Ciravolo, che si sono spesi tantissimo per il nostro territorio, vanno ricordati”.

Fabio Amato, figlio di Nino, ha ricordato l’insegnamento ricevuto dal padre e dagli ambientalisti di quella stagione: “L’insegnamento che ho avuto dal mio papà è lottare. Come ideale principale è la cura della vita, la cura della vita è importante”. Un messaggio condiviso anche da Totò Bono della Cgil di Partinico: “Il singolo cittadino è fondamentale per la pulizia dei luoghi e per il rispetto dell’ambiente. L’ambiente è di tutti e ognuno deve fare la sua piccolissima parte”. A spiegare il lavoro svolto a Villa Borsellino, attraverso il suo recupero proprio sul piano ambientale, è stato Alessio Adinolfi, presidente dell’Unac che gestisce il polmone verde: “Quando siamo entrati abbiamo trovato una situazione effettivamente disastrosa. Abbiamo lottato parecchio, ma oggi non abbiamo più grossi problemi nella gestione”. E proprio da qui riparte anche la memoria di Gino Scasso, attraverso un luogo che torna a essere vissuto dalla comunità.