La denuncia di consumerismo

Partinico, i Me contro te finiscono in tribunale «Bimbi a rischio»

È finito davanti al tribunale civile di Palermo il caso che riguarda il sito e l’app dei Me Contro Te, il popolare duo di giovani di Partinico formato da Luigi Calagna e Sofia Scalia e seguito da milioni di bambini. A presentare il ricorso è stata Consumerismo no profit, organizzazione indipendente che tutela i consumatori. L’associazione contesta alla società Me contro te srl, in precedenza Pandacorno srls, alcune pratiche commerciali che, secondo la denuncia, potrebbero risultare scorrette soprattutto perché rivolte a un pubblico molto giovane.

Il punto centrale della contestazione riguarda proprio il modo in cui i contenuti commerciali vengono presentati ai bambini. Il sito e l’app sono infatti pensati principalmente come spazi di intrattenimento. All’interno di questo ambiente è però presente anche una sezione chiamata “Negozio”, accompagnata dall’invito “Vai allo shop!”, che conduce a una pagina Amazon attraverso un link di affiliazione. Secondo Consumerismo, proprio questa modalità potrebbe creare confusione tra il gioco, l’intrattenimento e la pubblicità. L’associazione sostiene che un bambino possa trovarsi davanti a un invito all’acquisto senza percepire chiaramente che si tratta di un messaggio commerciale.

La contestazione comprende anche altri aspetti. Consumerismo ritiene che non siano spiegate in modo sufficientemente chiaro informazioni importanti, come l’identità del venditore, il funzionamento del collegamento affiliato, le condizioni di vendita, la garanzia, il diritto di recesso e le modalità di assistenza. Viene inoltre contestata quella che l’associazione definisce pubblicità occulta, proprio perché i contenuti promozionali non sarebbero separati in maniera evidente da quelli dedicati all’intrattenimento.

La vicenda era già arrivata all’attenzione delle autorità. Lo scorso 9 giugno Consumerismo aveva infatti segnalato le proprie perplessità all’Antitrust e aveva chiesto anche di verificare alcuni aspetti legati alla privacy attraverso il Garante. Non avendo ricevuto risposte ritenute sufficienti, l’associazione ha deciso di rivolgersi direttamente al giudice. Con il ricorso viene chiesto al tribunale di accertare le presunte violazioni e di ordinare alla società di interrompere le pratiche contestate, evitando che possano ripetersi. Tra le richieste c’è anche l’adeguamento di sito e app dei Me contro te entro 30 giorni, con una separazione più chiara tra giochi, contenuti e pubblicità, maggiore trasparenza sulla società e sistemi per verificare l’età degli utenti e ottenere il consenso dei genitori.