La tragedia della cisterna killer

Partinico, dolore per Rosy e Vincenzo, funerali al Ss.Salvatore

A Partinico resta una cappa di dolore e la comunità si appresta  a partecipare alla celebrazione dei funerali della famiglia La Manna-Troia, in programma giovedì 24 settembre nella chiesa del Santissimo Salvatore. In via Lorenzo Perosi, nella casa al civico 32, il silenzio della tragedia è interrotto dal continuo via vai di amici, parenti e persone. Tutti in rigoroso silenzio per abbracciare per l’ultima volta Rosalia La Manna, 37 anni, e Vincenzo Troia, 21 anni, morti tragicamente dopo essere scesi all’interno della cisterna di casa loro per prendere alcune reti per la raccolta delle olive. Vincenzo era sceso per primo, la mamma dopo aver sentito il tonfo e visto il figlio a terra, si è calata a sua volta nel disperato tentativo di soccorrerlo. Per entrambi non c’è stato scampo.

La Procura ha disposto la restituzione delle salme alla famiglie ieri pomeriggio stesso. I due sarebbero morti a causa delle esalazioni di anidride carbonica che si sarebbero accumulate per la presenza di residui vegetali delle olive nelle reti. La famiglia era impegnata da tempo nel settore agricolo e conduceva un’attività a gestione familiare. Rosalia risultava formalmente titolare dell’impresa agricola biologica, mentre l’attività quotidiana veniva portata avanti anche dal figlio e dal padre Giuseppe, originario di Palermo. Padre e figlio lavoravano soprattutto come trattoristi, occupandosi della lavorazione dei terreni agricoli per conto dei proprietari della zona.

Vincenzo era padre da pochi mesi. Guardava al futuro con entusiasmo: una compagna, un figlio e nuovi progetti nell’attività agricola di famiglia, concentrata sulla produzione di olio biologico e sull’affitto di trattori per la lavorazione della terra. Aveva appena acquistato il suo terzo trattore, quello più potente, convinto che gli avrebbe permesso di ampliare il lavoro.

La mamma era per lui un punto di riferimento, felice di essere diventata nonna così giovane. Una famiglia cresciuta tra sacrifici e lavoro, approdata da Palermo a Partinico giovanissima e capace, insieme a Giuseppe, di costruire un’azienda punto di riferimento per imprese agricole e privati. Ora quella casa è il luogo del dolore. Nelle stanze di via Perosi continuano ad arrivare persone che con i Troia e i La Manna hanno lavorato e condiviso progetti.