La vicenda dell’acqua non potabile per quasi un mese a Cinisi non approderà in consiglio comunale. La richiesta presentata dall’opposizione viene stoppata dal segretario generale del Comune, Cristofaro Ricupati: “E’ ultronea ed eccessiva” alla luce del fatto che il problema è già rientrato. L’istanza era stata presentata per convocare una seduta straordinaria, in modalità aperta, con l’obiettivo di per discutere dell’ordinanza del sindaco Vera Abbate del 21 agosto scorso, con la quale si stabiliva che l’acqua era non potabile. Quel provvedimento era stato adottato dopo che le analisi, effettuate su alcuni punti della rete idrica, avevano evidenziato valori fuori norma. I consiglieri chiedevano di esaminare l’ordinanza, le conseguenze sulla salute pubblica, sulle condizioni igienico-sanitarie e sulle attività commerciali, oltre alle motivazioni che avevano portato alla mancata e tempestiva consegna della documentazione richiesta.
Al riguardo sempre l’opposizione, pochi giorni dopo, aveva avanzato una richiesta di accesso agli atti per ottenere la documentazione tecnica e sanitaria, compresi i relativi certificati delle analisi. I consiglieri sostenevano che la documentazione non fosse stata ancora trasmessa e, per questo motivo, chiedevano un confronto pubblico con l’amministrazione, i dirigenti competenti e anche i rappresentanti degli organi tecnici interessati, compresa l’Asp. Il segretario generale, però, ricostruisce la vicenda in modo diverso, e spiega che l’ordinanza era stata adottata dal sindaco, quale autorità sanitaria locale, dopo la comunicazione degli esami sull’acqua. Di fronte ai valori fuori norma, il provvedimento sarebbe stato assunto tempestivamente a tutela della salute pubblica. Successivamente, con il rientro dei parametri nei limiti previsti, l’ordinanza è stata revocata il 15 settembre. Un altro passaggio riguarda la documentazione richiesta dai consiglieri.
Il segretario precisa che alcuni consiglieri avevano già potuto visionare gli esiti degli esami effettuati sull’acqua di Cinisi il 3 settembre, come risulta da un verbale sottoscritto dai consiglieri Giuseppe Manzella e Salvina Di Maggio. Inoltre, la relazione tecnica sullo stato della rete e sugli interventi eseguiti era stata trasmessa all’Asp il 4 settembre. Alla luce di questi elementi, il segretario ritiene che la richiesta di convocare il Consiglio, così come formulata, sia ormai eccessiva rispetto alla situazione. Sottolinea, inoltre, che gli organi comunali chiamati in causa non dispongono di poteri coercitivi per obbligare l’Asp o altri soggetti tecnici a partecipare alla seduta e a consegnare documentazione in aula. Per queste ragioni, quindi, il consiglio comunale straordinario e aperto non verrà convocato nella forma proposta.


