Non avrebbe evidenziato, almeno a un primo esame, elementi macroscopici riconducibili con certezza a un errore sanitario l’autopsia eseguita sul corpo di Rossella Suriano, la 36enne di Partinico deceduta a nove giorni dalla nascita del figlio. L’esame è stato effettuato all’istituto di Medicina legale del Policlinico. La donna è morta nella notte tra il 14 e il 15 settembre, dopo essere stata colpita da una violenta emorragia che ha provocato un rapido peggioramento delle sue condizioni. Il quadro, tuttavia, non è ancora definitivo. Nel corso dell’autopsia sono stati effettuati diversi prelievi di organi e tessuti che saranno sottoposti ad analisi istologiche. Saranno proprio questi accertamenti, attesi nelle prossime settimane, a stabilire se siano presenti alterazioni, patologie o eventuali lesioni non individuabili attraverso la sola osservazione autoptica.
Sul caso è stata aperta un’indagine dalla Procura, dopo l’esposto presentato dalla famiglia al commissariato di Partinico il giorno successivo alla morte, quando erano già stati celebrati i funerali. Gli investigatori dovranno ricostruire con precisione quanto accaduto nelle ore e nei giorni precedenti al decesso e verificare se esistano responsabilità di natura sanitaria oppure se la morte sia stata provocata da una complicanza imprevedibile. Rossella Suriano aveva partorito all’ospedale Cervello di Palermo e, secondo le informazioni raccolte, era stata dimessa dopo due giorni. Al momento della dimissione i parametri clinici non avrebbero evidenziato particolari criticità. Anche nei giorni successivi non sarebbero comparsi sintomi tali da far presagire la drammatica evoluzione che si sarebbe verificata pochi giorni dopo.
La situazione era precipitata nella serata del 14 settembre. Rossella aveva iniziato a stare male e aveva avuto una forte perdita di sangue. La donna era stata trasportata all’ospedale di Partinico. Le sue condizioni erano apparse subito estremamente gravi e, nonostante i tentativi dei sanitari di intervenire per salvarle la vita, la 36enne era deceduta poco dopo l’arrivo in ospedale. Solo gli ulteriori accertamenti medico-legali potranno contribuire a chiarire l’origine dell’emorragia e a ricostruire con maggiore precisione le cause che hanno portato alla morte. Rossella aveva da poco dato alla luce il suo primo figlio, Antonio Maria. Dopo la tragedia, i colleghi della donna, che lavorava all’Ismett, hanno promosso una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe con l’obiettivo di sostenere il futuro del bambino. La solidarietà non si è fatta attendere: la raccolta, tutt’ora aperta, ha raggiunto finora circa 32 mila euro, coinvolgendo numerose persone e mostrando la vicinanza della comunità alla famiglia Suriano-Lunetto.


