Depositata la smentita

Borgetto, dure accuse in aula sui verbali del consiglio, Santoro «Riscritte le mie parole»

Non accenna a placarsi la bufera politica che da giorni vede al centro del dibattito amministrativo di Borgetto le recenti vicende legate alle registrazioni diffuse a mezzo stampa, di un incontro tra il sindaco e il direttore di Partinicolive, Daniele Viola. Dopo il polverone sollevato dai servizi di Telejato, sfociati nel duro comunicato dell’opposizione con cui si chiedeva un confronto pubblico all’assessore Erasmo De Luca, il riflettore si era spostato su una clamorosa anomalia: nei verbali ufficiali della seduta consiliare dello scorso 7 settembre risultava trascritto un presunto intervento di apprezzamento del consigliere Alessandro Santoro, capogruppo dell’opposizione, nei confronti del sindaco, Roberto Davì.

​Un’evidente contraddizione, avendo ascoltato il reale intervento di Santoro, che non ha lasciato indifferente la nostra redazione. Non appena pubblicato l’atto all’albo pretorio, da Partinicolive avevamo subito espresso perplessità su una ricostruzione così distorta della realtà e avevamo contattato il consigliere, il quale aveva denunciato senza mezzi termini che in quel verbale era stata fornita una versione alterata «per far credere alla cittadinanza cose mai dette e delegittimare l’azione dei consiglieri di minoranza».

​La conferma di questa fuorviante interpretazione si è trasformata in una formale e durissima contestazione d’aula nel corso della seduta del consiglio comunale tenutasi nella giornata di ieri, 25 settembre. Prendendo la parola durante la discussione del punto relativo all’approvazione dei verbali precedenti, il consigliere Santoro ha depositato agli atti una circostanziata nota scritta per fare chiarezza e contestare la ricostruzione arbitraria fatta della sua replica al primo cittadino.

​Nel documento consegnato in aula, Santoro ha spiegato come la sintesi in delibera non rendesse affatto chiaro il senso del suo discorso, ricordando che l’intervento del sindaco evidenziava un profondo disagio politico e un’ammissione di errore. Il consigliere ha precisato di aver risposto unicamente con garbo istituzionale di fronte alle scuse del primo cittadino, senza però mai minimizzare le forti tensioni politiche in atto. Sulla grave denuncia del consigliere, nessuna replica durante la seduta da parte della maggioranza di Davì e dello stesso primo cittadino.

​Un passaggio cruciale e senza sconti è stato riservato anche al tema del giornalismo d’inchiesta e della legalità sul territorio, dove Santoro ha rivendicato con forza la posizione della minoranza: «Ho da sempre evidenziato con seria preoccupazione come il gruppo consiliare di “Primavera Borgettana”, da semplice spettatore o al massimo commentatore circa le note vicende mediatiche in ordine alla Villa della legalità (bene confiscato revocato all’associazione Telejato ETS, per gravi irregolarità,  nrd), sia stato additato in maniera speculare e scientifica come supporter del giornalista d’inchiesta Viola (direttore di Partinicolive, ndr) solo per finire in un tritacarne generale, sottraendo le negligenze di qualcuno alle proprie responsabilità».

Una vicenda complessa, partita da un accesso agli atti nel novembre 2025 da parte del direttore Viola, che per mesi ha visto il Municipio spettatore inerme e passivo di fronte alle innumerevoli irregolarità denunciate che, soltanto nell’aprile 2026, sono state, dopo infiniti solleciti, riscontrate e messe nero su bianco dall’allora segretaria Rosa Damiano. Poi nel luglio 2026 lo sgombero e l’8 settembre la parola fine da parte del Tar che ha dato ragione al comune di Borgetto.

​Infine, il consigliere ha concluso il suo intervento lasciando balenare anche l’ipotesi di future e drastiche decisioni, affermando che è dovere di tutti tutelare la comunità con umiltà e senso delle istituzioni, e preannunciando che la sua esperienza alla guida del gruppo politico  «non escludo che nei prossimi giorni possa essere interrotta da una decisione che mi riservo di comunicare».

​Smentite, così, categoricamente le ricostruzioni sintetiche e poco chiare, «avallate da qualche componente della maggioranza» contenute nelle carte municipali e annunciate delle ipotetiche dimissioni dalla carica, da parte di Santoro, resta tuttavia, nello sfondo della complessa dialettica politica borgettana, quella sottile e velata ombra di leggerezza per non aver preteso con immediata tempestività la correzione del testo prima che il caso esplodesse: un’imprudenza che ha offerto il destro a chi avrebbe voluto costruire una trappola verbale, costringendo il consigliere a una rincorsa per ripristinare la verità dei fatti.

​Una verità che oggi appare ancora più urgente di fronte alle emergenze che attanagliano l’Ente. Nel corso dei lavori consiliari e delle dichiarazioni emerse a margine, resta infatti sullo sfondo l’allarme lanciato dal Presidente del Consiglio Comunale, Benedetto Cucchiara, fortemente preoccupato per le sorti finanziarie del Municipio: ai nostri microfoni, il Presidente dell’assise ci confida che «fino al bilancio 2024 l’amministrazione si troverà di fatto con le mani legate, incapace di esprimere pareri o intervenire attivamente sulle contestazioni della cittadinanza», dato che la gestione contabile è interamente gestita dall’Organo Straordinario di Liquidazione (OSL) a causa del dissesto finanziario. Dal canto suo, Santoro non nasconde profonde perlessità sulla situazione economica dell’Ente. Tra verbali contestati e conti in dissesto, la politica borgettana si avvia verso una stagione di profonda incertezza.

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