Ritirato il decreto sul piano paesaggistico della provincia di Palermo, decisione che riguarda da vicino anche Partinico, tra le città che avrebbero rischiato di essere maggiormente penalizzate dalle nuove regole. Dopo giorni di preoccupazione e confronto tra amministratori, tecnici, imprese e cittadini, arriva quindi un passo indietro della Regione su un provvedimento che aveva sollevato forti timori per lo sviluppo dei territori. A esprimere soddisfazione è Vincenzo Figuccia, deputato questore dell’Assemblea regionale siciliana, secondo cui con il ritiro del decreto hanno vinto cittadini, imprese, sindaci e territori. Figuccia ha ringraziato il presidente della Regione Renato Schifani e l’assessore Francesco Paolo Scarpinato per aver ascoltato le richieste arrivate dai territori e per aver raccolto le preoccupazioni di chi avrebbe subito direttamente le conseguenze del provvedimento.
Il problema era particolarmente sentito a Partinico. Proprio la scorsa settimana, infatti, era stato istituito un tavolo tecnico per affrontare il rischio che circa l’80 per cento del territorio comunale finisse sottoposto alla zona di tutela 2 prevista dal nuovo piano paesaggistico. Si tratta dello strumento attraverso il quale la Regione stabilisce quali aree devono essere maggiormente protette per il loro valore paesaggistico, storico, naturalistico o architettonico. In pratica, nelle zone sottoposte a vincolo, costruire, modificare edifici o realizzare determinati interventi può diventare più complesso e richiedere autorizzazioni aggiuntive. Ed è proprio questo aspetto ad aver alimentato le preoccupazioni a Partinico, dove amministratori e rappresentanti del mondo produttivo temevano conseguenze sulle attività economiche, sull’edilizia, sulle imprese, sugli impianti per le energie rinnovabili e sull’ampliamento dell’area artigianale.
Durante l’incontro sul piano paesaggistico e sulle conseguenze su Partinico erano state espresse posizioni molto nette. Giovanni Pantaleo, presidente della I commissione consiliare, aveva parlato di un territorio fortemente limitato nella possibilità di sviluppo e pianificazione. Il presidente del Consiglio comunale Erasmo Brigano’ aveva evidenziato il rischio di un blocco del settore edile ed economico, mentre il presidente provinciale della Cna Mimmo Provenzano aveva chiesto un impegno comune per trovare una soluzione. Da qui era nata la richiesta di un confronto con l’assessore regionale ai Beni culturali e la creazione di un tavolo tecnico istituzionale e sociale permanente. “Accolgo con grande favore e profondo apprezzamento l’annuncio dell’assessore Scarpinato, riguardante il ritiro del provvedimento sul piano paesaggistico del Palermitano – ha aggiunto il sindaco di Balestrate, Vito Rizzo -. I dettagli emersi nel dibattito odierno e nei confronti istituzionali avevano evidenziato una netta preoccupazione da parte di amministratori locali, professionisti e categorie produttive: un impianto rigido e calato dall’alto rischiava di bloccare lo sviluppo economico, turistico ed edilizio dei nostri Comuni”.


