Balestrate decide di ricorrere al Tar per contestare il sistema con cui lo Stato distribuisce ai Comuni le risorse del fondo di solidarietà comunale. A dare l’annuncio è il sindaco Vito Rizzo, che parla di una battaglia portata avanti insieme ad Anci Sicilia, l’associazione dei Comuni, e che, secondo l’amministrazione, riguarda direttamente la possibilità dei Comuni di garantire servizi ai cittadini. Ma cosa c’è dietro questa scelta? Il punto centrale è il modo in cui vengono calcolate le risorse destinate ai Comuni. Secondo quanto sostiene il Comune di Balestrate, una parte importante del sistema continua a essere legato alla cosiddetta “spesa storica”. In parole semplici, si guarda a quanto un Comune ha speso in passato per determinati servizi, invece di considerare pienamente quanto serva oggi, sulla base delle necessità dei cittadini e delle caratteristiche del territorio.
È proprio questo il meccanismo che, secondo il sindaco e Anci Sicilia, rischia di penalizzare i Comuni siciliani. Il ragionamento è semplice: se in passato un Comune ha avuto meno risorse e quindi ha potuto spendere meno, anche oggi rischia di partire da una base più bassa. In questo modo, le differenze accumulate negli anni possono continuare a pesare sulla disponibilità economica dei Comuni. La richiesta è quindi quella di utilizzare criteri che tengano maggiormente conto dei bisogni reali. Significa considerare quanti cittadini vivono in un territorio, quali servizi sono necessari e quali sono le caratteristiche del Comune, invece di basarsi soprattutto su quanto è stato speso negli anni precedenti.
Il sindaco Rizzo parla apertamente di una situazione che non può più essere accettata: “Basta penalizzare i Comuni siciliani”, afferma, spiegando che l’obiettivo è “far valere i nostri diritti” insieme ad Anci Sicilia e agli altri Comuni dell’Isola che stanno portando avanti la stessa battaglia. A Balestrate la differenza indicata è particolarmente significativa. Secondo i dati citati dal sindaco e riferiti da Anci Sicilia, il Comune riceve oggi circa 59.700 euro, mentre con i criteri ritenuti corretti arriverebbe a 751.888 euro. Si tratta di una differenza di oltre 692 mila euro all’anno.
Per capire cosa significhi concretamente, basta pensare ai servizi che un Comune deve garantire ogni giorno. Più risorse possono significare maggiori possibilità di intervenire sulle strade, sostenere le famiglie in difficoltà, migliorare i servizi sociali, curare il territorio e finanziare iniziative legate alla cultura, al turismo e agli spazi per i giovani. “Non possiamo accettare che i nostri Comuni vengano penalizzati in questo modo”, sottolinea Rizzo. Ed è proprio per questo che Balestrate ha scelto di rivolgersi al Tar, chiedendo di verificare i criteri utilizzati per la distribuzione del fondo di solidarietà. La battaglia, conclude il sindaco, non riguarda soltanto Balestrate: “I soldi che ci spettano devono restare a Balestrate e servire ai balestratesi”. Ora sarà il tribunale amministrativo a dover esaminare la questione e stabilire se i criteri contestati siano legittimi.


