Critiche sulla scelta del comune

Partinico, tensione su mensa scolastica «Da Cgil solo proclami»

È scontro a Partinico sulla mensa scolastica che, almeno per il momento, il Comune non potrà finanziare. Da una parte Flc Cgil, Cgil Palermo e Camera del Lavoro di Partinico contestano la scelta di affidare temporaneamente alle scuole l’organizzazione del servizio in attesa della nuova gara del Comune. Dall’altra l’assessore alla Pubblica istruzione Nicola Degaetano difende la decisione dell’amministrazione e sostiene che, in assenza di bilancio, non ci fossero alternative amministrativamente praticabili.

La questione nasce dal fatto che ancora ad oggi il Comune non ha approvato il bilancio e la gara per la refezione è scaduta nel maggio scorso. Essendo la mensa un servizio ritenuto per legge “non indispensabile”, l’amministrazione non può attingere ai fondi comunali se non prima approva lo strumento finanziario. Il governo cittadino ha quindi deciso di autorizzare i dirigenti scolastici ad attivare autonomamente il servizio, quindi con spese al 100% coperte dalle famiglie. Se la refezione fosse stata attivata dal Comune, quantomeno le famiglie con i redditi più bassi avrebbero avuto ammortizzato in parte o del tutto i costi.

Secondo i sindacati, la soluzione individuata finisce per trasferire sulle scuole responsabilità che non dovrebbero essere loro. «Non possiamo condividere la soluzione individuata che, da quanto si apprende, trasferisce sulle scuole le conseguenze di ritardi e difficoltà amministrative che non appartengono alle istituzioni scolastiche», dichiarano il segretario generale della Flc Cgil Palermo Fabio Cirino, la segretaria della Cgil Palermo Laura Di Martino e il responsabile della Camera del Lavoro di Partinico Gaetano La Corte.

Il problema, spiegano, riguarda soprattutto il carico di lavoro già sostenuto dalle scuole. Dirigenti scolastici, personale amministrativo e lavoratori della scuola devono infatti occuparsi quotidianamente di numerosi adempimenti e responsabilità. Per questo, secondo la Cgil, non sarebbe corretto aggiungere anche l’organizzazione di un servizio che fino a questo momento era programmato e gestito dal Comune.

«La refezione non è un servizio accessorio: è strettamente connesso alla piena fruizione del tempo scuola, alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle famiglie», sottolineano i rappresentanti sindacali. La Cgil richiama anche il recente piano della Regione Siciliana da 10 milioni di euro dedicato alle mense scolastiche, nel quale vengono indicati tra gli obiettivi l’estensione del tempo pieno, il contrasto alla dispersione scolastica e il sostegno alle famiglie nella conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Secondo i sindacati, la situazione diventa ancora più delicata in un momento in cui il costo della vita pesa sui bilanci delle famiglie e i servizi essenziali sul territorio provinciale sono in diminuzione.

«Proprio adesso le famiglie hanno bisogno di istituzioni capaci di garantire servizi pubblici efficienti, non di ulteriori incertezze e disagi», affermano Cirino, Di Martino e La Corte, evidenziando che le difficoltà amministrative non dovrebbero ricadere su scuole, lavoratori, bambini e famiglie. Da qui la richiesta all’amministrazione comunale di Partinico di intervenire rapidamente per garantire la piena continuità del servizio, assumendo direttamente le responsabilità organizzative e amministrative e lasciando alle scuole il compito principale per cui sono nate.

«La scuola deve occuparsi di istruzione e formazione: non può diventare il luogo sul quale scaricare le inefficienze di altri livelli istituzionali», concludono i rappresentanti della Flc Cgil, della Cgil e della Camera del Lavoro di Partinico. Alle critiche ha risposto l’assessore alla Pubblica Istruzione Nicola Degaetano, che difende la scelta del Comune e contesta l’impostazione dei sindacati. «Fare proclami senza proporre soluzioni amministrativamente corrette è molto semplice e denota poca conoscenza delle norme e della contabilità pubblica», afferma Degaetano.

L’assessore spiega che la decisione sarebbe stata dettata dalla mancanza del bilancio e dalla necessità di avviare comunque il servizio: «In assenza di bilancio, quella adottata è l’unica soluzione possibile per avviare il servizio nelle more del bilancio e avvio procedure di gara», sostiene. Degaetano richiama anche un precedente. Secondo quanto riferisce, la stessa commissione straordinaria (che governò a Partinico dal 2020 al 2022 quando l’ente fu sciolto per infiltrazioni mafiose e per un contemporaneo dissesto finanziario) in passato dovette sopprimere il servizio mensa, e per questo aveva adottato una soluzione analoga, proprio perché considerata l’unica alternativa possibile per mantenere un servizio che, per legge, non viene classificato come essenziale ma come servizio a domanda individuale.

L’assessore aggiunge inoltre che, almeno per quanto riguarda i dirigenti scolastici, non sarebbero state sollevate obiezioni: «Avvisati, hanno compreso che non vi fossero alternative», conclude Degaetano, spiegando che, nelle more della delibera di giunta votata oggi, le scuole hanno già avviato l’iter per procedere con l’affidamento diretto del servizio mensa su Partinico. Resta poi il tema dei costi a carico delle famiglie. Sul fatto poi che in questo periodo inevitabilmente il carico dei costi dei pasti ricadrà al 100 per cento anche sulle famiglie con reddito basso, Degaetano precisa: «L’amministrazione valuterà anche la possibilità di riconoscere successivamente il contributo comunale, previa rendicontazione e con il via libera dell’ufficio di ragioneria».