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Terrasini, In mostra i pupi storici della famiglia Canino

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Una delle famiglie di pupari più antiche mette a disposizione la sua collezione storica. Che è stranamente in mani … femminili. Si
parte dal 1828 quando don Liberto Canino inizia a mettere insie-
me una bellissima raccolta di pupi, scenari, fondali, ma anche
macchine di scena e attrezzature.Raccolta che passa di mano, di
puparo in puparo, fino a quando, dopo la scomparsa dell’ultimo
erede Nino, nel 2015 arriva alle sorelle Maria, Pia e Laura, e nasce l’associazione «I pupi di Nino Ca-
nino».

Sorelle che oggi hanno deciso di esporla: alle 18 al museo di
Palazzo D’Aumale, a Terrasini, si apre la mostra «L’Opra dei pupi. La Collezione Canino», patrocinata dal Comune.
Un viaggio esperienziale che racconta la storia della famiglia
di pupari, attraverso materiali che, secondo tradizione, ciascun
artista creava da sé (o si affidava ad artigiani). Ossature, teste, armature, fondali, cartelloni e scenografie, nati da mani che tramandavano un’arte di padre in fig l i o.
Dopo l’inaugurazione, alle 19, la serata proseguirà con la presentazione del libro «Taste of
America» di Barbara Cucinella (Edizioni La Zisa), viaggio coa-st to-coast alla scoperta della cucina americana, che sarà raccontato dalla stessa autrice al fianco del direttore della casa editrice, Davide Romano. Recital jazz del
duo composto da Monica Crivello (voce) e Giovanni Conte (pia-
n of o r t e ) . «Per il Museo di Palazzo d’Aumale, legato al Museo d’arte contemporanea di Palazzo Riso è un momento importante perché si dà voce a uno dei pupari più storici della nostra terra. Proprio la collezione Canino – spiega Valeria Li Vigni, fino ad una settimana fa a capo del Polo regionale di arte moderna e contemporanea – è stata una delle prime a essere vincolata dall’allora sezione antro-pologica della Sovrintendenza. Siamo davanti a una storica famiglia di pupari, Liberto Canino fu uno dei primi a scolpire i pupi, prendendo spunto dalla scuoladi Liegi, e da altri teatri che non avevano il pupo armato come quello che appartiene alla nostra tradizione. Da Liegi a noi, con un imprinting siciliano, assolutamente nostro, che ci caratterizza ancora di più». «Con questa mostra raccontiamo la nostra storia e le tradizioni di Terrasini – dice il sindaco Giosuè Maniaci, al fianco dell’assessore alla Cultura, Arianna Fiorenza – perché la famiglia Canino è quella che storicamente in Sicilia ha dato vita ai pupi siciliani. Tra l’altro, in un luogo molto suggestivo come la cantina del duca
D’Aumale, personaggio illuminato che già nell’800 stoccava qui il
vino che produceva nelle terre dello Zucco, per poi inviarlo in
Francia. Siamo lieti di sostenere l’esposizione, ringraziando la famiglia Canino per aver deciso di mettere a disposizione il proprio patrimonio gratuitamente».
La mostra resterà aperta fino al 15 settembre tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 9 alle 19. L’ingresso è gratuito.

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